Donna aggredita e mandata in ospedale Marito da “riabilitare”
Calci, pugni e altre reiterate violenze. E una vita che, per una donna, in questo caso per una moglie, diventa un inferno. Il questore Cesare Capocasa ha emesso un provvedimento di ammonimento a carico del marito resosi autore di numerose violenze ai danni della donna. Violenze cui ha contribuito anche uno stato psico-fisico alterato dovuto all’assunzione di bevande alcoliche, altro grande problema dell’uomo. Una convivenza di diversi anni, ma che già dopo qualche mese ha manifestato le prime tensioni, dovute proprio all’abuso di alcol da parte del marito. Alle offese e alle umiliazioni si aggiungono le aggressioni fisiche, le botte, tanto che la donna presenta una prima denuncia-querela che si conclude con la condanna del compagno, con il quale però ricomincia subito dopo la convivenza. Gli ultimi atti di violenza sono avvenuti in ottobre: la donna, mentre cercava di far alzare il compagno steso sul letto ubriaco, riceveva una forte spinta che la faceva barcollare e la mandava a sbattere contro un mobile. La moglie è rimasta ferita: trauma al collo e alla spalla. Prognosi di 15 giorni. Dopo l’ennesimo sopruso, la donna si è però decisa a interrompere la relazione uscendo dal silenzio e denunciando il marito.
È stato a seguito di ciò che il questore ha disposto e fatto notificare la misura dell’Ammonimento a carico del marito violento. L’uomo inoltre è stato invitato a recarsi al Centro Uomini Maltrattanti per un periodo in cui potrà sottoporsi a un percorso di riabilitazione.
strumento giuridico
Attraverso l’Ammonimento, la legislazione consente alla persona fatta oggetto delle violenze di segnalare condotte penalmente rilevanti, senza però iniziare immediatamente un procedimento penale. È infatti sufficiente che la persona esponga i fatti alla Polizia e sarà quest’ultima a valutare se applicare o meno l’Ammonimento.
La legge prevede inoltre che non solo chi ha subito le violenze, bensì chiunque ne sia a conoscenza, in caso di percosse o lesioni, possa segnalare i fatti e chiedere un ammonimento, mantenendo l’anonimato nell’ambito del procedimento. –
m. puli.
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