La Nuova Ferrara

Ferrara

comacchio 

«Fascista, sei un fascista» Calderoni (FdI) attacca Fabbri

«Fascista, sei un fascista» Calderoni (FdI) attacca Fabbri

Accesa seduta di commissione sul piano delle alienazioni L’ex sindaco accusa la giunta: «Da Negri e Tomasi  nessuna presa di distanza»

2 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. «Fascista, sei un fascista, fascista». Detto da un consigliere di Fratelli d’Italia, partito con radici che affondano nell’estrema destra, a chi in Regione è stato eletto con il Pd. Fa clamore quel che è successo l’altra sera nel corso di una commissione consiliare in videoconferenza. L’ex sindaco di Comacchio, Marco Fabbri, è stato accusato di essere fascista da Bruno Calderoni, iscritto al partito di Giorgia Meloni e consigliere della maggioranza che sostiene il sindaco Pierluigi Negri.

«La cosa non mi ha stupito più di tanto – premette Fabbri –, perché Calderoni, che non conosco personalmente, era già noto per alcuni comportamenti e affermazioni non proprio felici durante i consigli comunali. Resta il fatto che quel che gli è uscito dalla bocca, in un consesso pubblico ma anche al bar sarebbe grave lo stesso, è a tutti gli effetti una diffamazione. Qualcuno magari glielo spiegherà. È comunque certo – prosegue l’attuale consigliere di minoranza di Per Fare –, che in otto anni di attività amministrativa non mi era mai capitato di vedere la politica scendere a livelli così bassi».

Fabbri chiama in causa la giunta e il resto della maggioranza, «alla seduta partecipavano il sindaco Negri e l’onorevole Tomasi: nessuno ha preso le distanze da Calderoni».

La riunione era stata convocata per parlare di bilancio comunale, in scaletta anche il piano delle alienazioni. La discussione si è scaldata quando Per Fare ha obiettato circa l’opportunità di mettere in vendita un immobile del centro di Comacchio che da anni è utilizzato come bar e punto di ritrovo. Ma la concessione è scaduta e la giunta vuole metterlo sul mercato. «Decisione discutibile, siamo contrari per i modi e i tempi – spiega Fabbri –. Si tratta di un locale a conduzione femminile e comacchiese, un punto di ritrovo per cui sono stati fatti degli investimenti importanti. Abbiamo chiesto che nell’asta pubblica venga inserito un diritto di prelazione, ma ci è stato detto di no». Poi quell’insulto, che ha lasciato tutti di stucco. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google