Sul pomodoro da industria la spinta dei lockdown
Le conserve, punto forte del Ferrarese, hanno interrotto il calo: +7% di vendite Confagricoltura: ripresa dei consumi e difficoltà dei concorrenti ci aiuteranno
La coltivazione del pomodoro rappresenta una risorsa molto importante per il territorio ferrarese, che è uno degli areali principali a livello europeo per la produzione di questa orticola. «È una coltivazione che va preservata anche considerando le richieste del mercato, nella consapevolezza che non dobbiamo produrre più di quello che le industrie di trasformazione possono lavorare, per non dover poi lasciare prodotto a terra» è l’avvertimento del presidente di Confagricoltura Ferrara Gianluca Vertuani. E in questa fase di lockdown parziali e a singhiozzo si registra una forte spinta al consumo delle conserve, pezzo forte del Ferrarese.
i dati
L’Italia è il terzo produttore mondiale di pomodoro da industria e copre ben il 13% della produzione mondiale; solo Stati Uniti (per meglio dire California), che copre il 27% del totale della produzione, e Cina (15%) producono più di noi. In ambito nazionale, Ferrara risulta essere una delle tre province principali produttrici, insieme a Foggia e Piacenza. La campagna 2020 di trasformazione del pomodoro si è conclusa con una produzione complessiva di 5,16 milioni di tonnellate di prodotto lavorato, in aumento dell’8% circa rispetto al 2019 (+5% rispetto al dato medio del triennio 2017-2019), a fronte di 65.600 ettari messi a coltura, +2% sul 2019. Artefice di questo aumento è il bacino del Nord Italia, che ha registrato un incremento della produzione di circa il 16%.
L’emergenza Covid-19 ha avuto un impatto importante sulle vendite al dettaglio di conserve di pomodoro, sia in Italia che all’estero, con un incremento di circa il 7% che ha interrotto il trend di flessione in atto nell’ultimo decennio. La quota delle vendite al dettaglio vede la passata di pomodoro in testa con il 54%, vengono poi la polpa di pomodoro (21%), i pomodori pelati (11%), i sughi di pomodoro (10%). Tutt’altro scenario per quanto riguarda il canale della ristorazione, che normalmente assorbe un terzo della produzione di conserve di pomodoro, che ha registrato un netto crollo delle vendite stante il lockdown.
le prospettive
«Occorre sottolineare – prosegue il presidente di Confagricoltura Ferrara – che le conserve di pomodoro sono il prodotto ortofrutticolo che vanta il miglior saldo della bilancia commerciale italiana». Nell’ultima campagna il saldo dell’Italia ha sfiorato la quota record di 1,7 miliardi di euro. Nonostante la pandemia abbia reso più difficoltosi gli scambi internazionali, il saldo della bilancia commerciale dell’Italia è cresciuto dell’8% rispetto al periodo precedente, risultato determinato dall’aumento degli introiti per le esportazioni (+8%) e dalla riduzione della spesa per le importazioni (-21%). In termini di quantità, le esportazioni sono diminuite del 2, 4% mentre le importazioni del 31%».
Secondo Ismea – conclude Confagricoltura Ferrara – la ripresa dei consumi domestici e la sensibile contrazione della produzione di alcuni principali produttori di pomodoro, come Spagna, Portogallo e Cile, costituiscono un elemento di ottimismo per i prossimi mesi per quanto riguarda la filiera italiana del pomodoro da industria. —
Andrea Tebaldi
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