Furti di biciclette in stazione Caleffi (M5s) chiede interventi
«È possibile attivare delle videocamere a protezione della sicurezza urbana» La proposta alla giunta: un fondo per le famiglie per comprare catene forti
COPPARO. La capogruppo del M5s in consiglio a Copparo, Monica Caleffi, solleverà in consiglio (mercoledì) il problema dei ripetuti furti di biciclette nella zona dell’autostazione di Copparo. L’area è particolarmente frequentata da studenti che, per andare a scuola a Ferrara, sono soliti parcheggiare le biciclette all’autostazione. In questo ultimo periodo, con la didattica a distanza, i furti sono diminuiti anche se la chiusura del bar-biglietteria non ha certo aiutato.
la situazione
Cosa chiede, quindi, con la sua mozione il M5s? «Ci sono dei provvedimenti in materia di sorveglianza. È possibile attivare delle videocamere a protezione della sicurezza urbana, anche come azione di prevenzione e di contrasto nei confronti di situazioni che portino a comportamenti quali il danneggiamento al patrimonio pubblico e privato o che ne impediscono la fruibilità. In pratica, chiediamo a sindaco e giunta di invitare le forze dell’ordine locali a intensificare i passaggi in zona, per far sentire la pressione sul luogo da parte delle istituzioni pubbliche - precisa Caleffi -. Chiediamo anche si proceda all’installazione di videocamere di sorveglianza, strumento dissuasivo e di controllo, poi utile per consentire l’individuazione di eventuali ladri delle biciclette».
Ma non ci sono solo repressione e controllo, in questa mozione: «L’idea è quella di istituire un fondo al quale le famiglie di ragazzi che utilizzano il pullman per andare a scuola a Ferrara, possano accedere, previa richiesta, per l’acquisto di catene per evitare questi furti, dando così concretezza all’attenzione dell’amministrazione nei confronti di un fenomeno fastidioso e che reca non poco danno, economico e morale, alle famiglie».
il problema
Fondamentalmente, a Copparo, praticamente nessuna famiglia può sostenere di non essere mai stata colpita dal fenomeno. Il problema è che, per quanto siano spesso chiuse, incatenate, bloccate ed ammassate, le biciclette lasciate alle 7.30 del mattino, sono incustodite perlomeno fino alle 13.30, se non fino alla serata, ed impossessarsene è purtroppo relativamente semplice.
La chiusura del bar e della biglietteria, a lungo andare, ha ridotto anche il minimo controllo pre-esitente.
Molti anni fa i furti erano riconducibili, in molti casi, a necessità pratiche (e mai giustificabili): andare dalla stazione alla zona dietro l’ospedale, dove c’erano fermate di altre linee, per riuscire a prendere la coincidenza. Adesso, si tratta probabilmente di furto con l’intento di rivendere la merce in città o in altri centri della zona, e viceversa. Anche Copparo è in qualche modo il paese delle biciclette, con alcune che vengono lasciate da padre a figlio. Ecco perché la questione è particolarmente sentita. —
Alessandro Bassi
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