Scintille tra consiglieri Calderoni vuole il confronto
È scontro anche sul bilancio L’ex assessore Carli: «Mi hanno messo il bavaglio ma non sarà questo a fermare la nostra azione»
COMACCHIO. Dopo aver apostrofato come fascista il consigliere comunale (ora consigliere regionale, nonché ex sindaco) Marco Fabbri, Bruno Calderoni, consigliere di Fratelli d’Italia, chiarisce la sua posizione e lancia all’avversario politico un guanto di sfida.
in commissione
«Voglio precisare come sono andate le cose in commissione bilancio – è la replica di Bruno Calderoni, che fa seguito al video con cui Marco Fabbri spiegava l’episodio in questione –; il consigliere Fabbri aveva chiesto e ottenuto dal presidente della commissione Sandro Beltrami di assistere alla seduta, ma non aveva il diritto di parola. Fabbri ha ripetutamente interrotto il dibattito, per fare interventi. Quando gli ho rivolto l’epiteto di fascista, intendevo dirgli che il suo era un atteggiamento arrogante e presuntuoso e non intendevo evocare la storia italiana del secolo scorso».
Non si scusa quindi Calderoni, ma chiarisce il significato della sua esternazione, invitando il consigliere Marco Fabbri «a un confronto pubblico su Facebook, perché nel suo video si è sentita solo una campana».
l’intervento
Per stemperare gli animi, il primo cittadino Pierluigi Negri eccepisce che «purtroppo è uscita male l’affermazione di Calderoni, il quale può chiamare il consigliere Fabbri e scusarsi».
Il gruppo consiliare Per Fare, intanto, boccia come «tecnico e ordinario, senza alcuna visione politica» il bilancio di previsione discusso durante la seduta della commissione bilancio incriminata. La consigliera Alice Carli lamentando che «mi è stato impedito di parlare, perché non facente parte della commissione bilancio» parla di un bavaglio, impostole per illustrare le proposte migliorative del proprio gruppo.
cosa è cambiato
«Nella proposta di bilancio depositata dalla giunta e nel Documento unico di programmazione dei prossimi tre anni, – spiega ancora la consigliera Alice Carli – la parola “Covid” e le strategie per la ripartenza non trovano spazio, quasi come se si vivesse su un altro pianeta o se l’emergenza fosse cessata».
Il gruppo Per Fare invoca, invece, un sostegno deciso a famiglie, giovani e imprese schiacciati dalla crisi, proponendo l’esenzione totale dell’Irpef per lavoratori e pensionati (fino a diecimila euro di reddito), nonché l’esenzione delle rette del nido e uno stanziamento di oltre 500mila euro per le politiche straordinarie post Covid 19, grazie ai proventi dei parcheggi a pagamento. Occorrono poi «politiche innovative per sopperire al divario causato dalla didattica a distanza, – aggiunge ancora Carli –, la realizzazione degli orti sociali per anziani e fasce deboli e l’attivazione del nuovo Polo sociale già finanziato dalla precedente amministrazione e in forte ritardo di apertura. Non sarà un bavaglio a fermare la nostra azione». —
Katia Romagnoli
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