Svastica sul circolo Pd dei martiri di Porotto «Si respira brutta aria»
Condanna unanime, la Digos non collega con il caso Meis Il vicesindaco: a noi nessuna solidarietà per il post su Toti
Una svastica, peraltro disegnata al contrario, e un insulto. In questa maniera è stato deturpato, l’altra notte, il simbolo Pd sulla vetrata d’ingresso al circolo Lio Rizzieri di Porotto: un atto considerato grave da tutte le forze politiche, anche perché avvenuto a poche centinaia di metri dalla lapide dei dieci martiri del nazismo e a tre giorni dalla Giornata della memoria. Ma c’è chi, il vicesindaco Nicola Lodi ad esempio, ne approfitta per dispiacersi della mancata condanna del Pd su di un commento social che accusava «di aver trasformato il parco di piazza Enrico Toti in un campo di concentramento». Il clima di unità con cui il sindaco Alan Fabbri ha richiamato la città in vista delle celebrazioni di mercoledì, insomma, non è scontato.
il fatto
Svastica e insulto, vergati a pennarello nell’ovale circondato proprio dalla scritta “Punto d’ascolto per il territorio”, risalgono certamente alla notte tra sabato e domenica, e su questo base è partita l’inchiesta della Digos, che peraltro tende a non accreditare parallelismi con la lettera d’insulti pervenuta al Meis il 7 gennaio scorso. «L’altra pomeriggio ci sono passata davanti e non c’era nulla - racconta Mariella Michelini, ex assessore e storica militante della zona - Lì a fianco c’è un forno aperto fino a tardi, non credo possano esserci andati prima di notte. Qualche segnale? Mah, Porotto non è più il paese di una volta, ma di segnali non ne ricordo. Qualche volantino su mascherine e vaccini alle fermate dei bus, ma niente del genere. Mi ha fatto davvero male vedere la svastica, soprattutto in questi giorni».
La scoperta è stata fatta dall’altro ex assessore Simone Merli, da poco trasferito a Porotto, che subito ha postato sui social la sua indignazione. Il segretario comunale Alessandro Talmelli si è precipitato sul posto, organizzando assieme al segretario di circolo Diego Arcudi una catena di militanti per ripulire la vetrina: «A Ferrara di recente si respira un’aria pesante. Chiediamo al Comune - ha detto - di adoperarsi affinché venga garantita la sicurezza in particolare nelle frazioni».
le condanne
Quella di Lodi ha unito solidarietà e polemica, «questo gesto, compiuto da ignoranti e imbecilli, nulla c’entra con la sicurezza, che garantiamo in ogni angolo di territorio». Fabbri ha parlato di «gesto grave e meschino», sulla scia si sono espressi Lega, FI, Idv, Ferrara in Azione, Prc. Parla di segnali che «non vanno sottovalutati» Paola Boldrini, già segretaria del circolo. E l’Anpi ha citato la neoferrarese Liliana Segre. —
Stefano Ciervo
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