La Nuova Ferrara

Ferrara

attività in crisi 

Taxisti, guadagni calati dell’85% Metà flotta costretta allo stop

Margherita Goberti
Taxisti, guadagni calati dell’85% Metà flotta costretta allo stop

Il presidente del consorzio: «Si rischia di fare solo due corse al giorno, di notte ormai non si lavora più, il Comune ha dato un bonus di 500 euro»

3 MINUTI DI LETTURA





«Se la fonte del nostro guadagno sta nel numero delle chiamate, essendo queste calate dell’85%, appare evidente lo stato di crisi nel quale ci ritroviamo».

Situazione allarmante

L’amara constatazione la fa a nome proprio e di tutti i 55 colleghi taxisti di Ferrara, il presidente del Consorzio Davide Bergamini che esaminando a freddo la situazione che si è creata dopo la pandemia e che interessa ben 55 famiglie, non nasconde le sue preoccupazioni.

«Non c’è più turismo – prosegue – i ristoranti sono chiusi come i musei e le mostre importanti ai Diamanti, bloccate le iniziative alla Fiera, i congressi e persino i processi in tribunale; se poi aggiungiamo le facoltà universitarie attive solamente via internet, le discoteche che non aprono, è una desolazione. Le persone non si muovono e noi non lavoriamo».

Quando si blocca la mobilità di una persona qualsiasi, di un turista o anche di un pendolare che è costretto a trovare una soluzione nella realtà dove lavora perché non si può muovere liberamente come prima, si arriva a quello stato di cose che i taxisti stanno vivendo.

Solo due corse

«Ci sono stati giorni in cui abbiamo fatto solo due corse – fanno eco i colleghi che stazionano sotto lo sguardo severo del Savonarola quasi partecipe ai loro problemi – e le corse per lo più erano brevi in quanto riguardano quasi esclusivamente clienti ferraresi, come la persona anziana che deve tornare a casa con una spesa molto pesante oppure qualcuno che deve recarsi all’ospedale di Cona per una visita o al Pronto Soccorso (siamo infatti attrezzati anche per il trasporto di disabili in carrozzella); quindi servizi di emergenza nove volte su dieci. Non parliamo poi del turno di notte; dalla stazione non esce nessuno perché a causa del “coprifuoco “dalle 22 alle 5, nessuno viaggia più in quell’orario”. Fra il giorno e la notte l’impegno del taxista è stato di fatto ridotto del 50% ed attualmente è in atto una sorta di autoregolamentazione ovvero una autocassa integrazione per consentire a tutti di lavorare e guadagnare.

«La metà della flotta è quindi ferma ogni giorno – precisa Bergamini – È infatti inutile essere tutti i 55 taxi presenti quando non ci sono chiamate sufficienti; meglio dimezzare le auto e a turno, lavorare poco ma tutti. Anche il nostro centralino funziona solo al mattino perché i dipendenti sono in cassa integrazione e nel resto della giornata funziona un risponditore automatico. Non parliamo poi dei ristori; come le altre categorie abbiamo ricevuto 600 euro dall’Inps, 1000 euro due volte dall’Agenzia delle Entrate e solo noi ferraresi ed i residenti a Bari, 500 euro dal Comune che ringrazio per la sensibilità ed attenzione dimostrata distinguendosi così fra tutti gli altri Comuni d’Italia. Ma proseguendo le restrizioni, certamente non consentiranno ad una famiglia di poter vivere». –

Margherita Goberti

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google