Impianto biometano verso l’ok Investimento da dieci milioni
Alla fine del 2019 la richiesta di autorizzazione venne ritirata Ora Metanext l’ha ripresentata per costruire la centrale accanto allo stabilimento del pomodoro
OSTELLATO. Poco più di un anno fa la procedura di autorizzazione era stata sospesa, ma ora la Metanext, la società proponente che fa base a Roma, è tornata alla carica. Chiedendo l’ok alla costruzione di una centrale a biometano nelle campagne di Ostellato, su un terreno compreso tra strada del Mezzano e strada Argine Vallone, attiguo allo stabilimento per il trattamento del pomodoro Le Valli.
Un investimento da circa dieci milioni di euro su cui sono chiamati a esprimersi, entro il 6 febbraio, enti come Arpae, Consorzio di Bonifica, Prefettura, Vigili del Fuoco, Asl, Provincia e Comune di Ostellato, quest’ultimo esclusivamente per ciò che riguarda la compatibilità urbanistica. La conferenza dei servizi potrebbe dare il benestare entro le fine di marzo.
materiale e trasporti
Il progetto parla di un impianto di digestione anaerobica di reflui zootecnici, scarti della produzione agricola e sottoprodotti della trasformazione agroalimentare, con generazione di biometano da biogas, per una produzione netta di 500 normal metri cubi all’ora di biometano, che compresso e raffreddato fino alla liquefazione potrà essere utilizzato in forma di carburante per mezzi di trasporto: un massimo di 3mila tonnellate annue, da cedere alla distribuzione autostradale. Prevista pure la trasformazione del materiale in fertilizzante dei suoli.
Le abitazioni rurali più vicine distano non meno di 25 metri dall’impianto ipotizzato, “per cui non si considerano le interferenze ambientali ad esclusione l’incremento di traffico”, sottolineano i proponenti. Con il trasporto affidato ad autocarri, utilizzando prevalentemente strada Mezzano, la Sp71 e la Ferrara-Mare, escludendo i centri abitati.
In pratica, il biometano è il combustibile ottenuto dalla purificazione del biogas, a seguito di opportuni trattamenti chimico-fisici (purificazione o upgrading). Il primo decreto di incentivazione di questo carburante “bio” risale al dicembre 2013. —
Fabio Terminali
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