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La grande sfida Dal Muretto a Glee «diamo un futuro ai nostri figli»

An.Bo.

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porto garibaldi. Quella di Valerio Barbieri e Antonio Cavallari è una vera e propria sfida: rimettere in piedi uno degli storici stabilimenti balneari di Porto Garibaldi, l’ex Muretto, riportandolo ai fasti di un tempo. Barbieri, di Migliaro, è il titolare della Vb impianti e costruisce centri commerciali. Cavallari, patron della Portuense calcio, è invece alla guida dalla cooperativa Logonovo e si occupa di allevamento vongole. «Non so come andrà a finire – dice Cavallari immerso nel cantiere che vede gli operai lavorare ininterrottamente –, ma so che da qualche parte bisogna sempre iniziare. Non ho paura, non l’ho mai avuta e il nostro non è un salto nel vuoto. Certamente abbiamo valutato tutto e siamo convinti che questo posto possa dare tanto se trattato nel giusto modo».

il futuro

Lo stabilimenti si chiamerà Glee, «sono le iniziali dei nostri figli: Giada, Lucrezia, Ettore ed Edoardo. Stiamo facendo tutto per loro, per cercare di lasciargli qualcosa. Dal 2015 questo Bagno ha visto cambiare gestione in continuazione, ma le potenzialità sono alte».

L’idea è quella di una spiaggia esclusiva, con pochi gazebo e tante attenzioni per i clienti. «Abbiamo bisogno e voglia di spazio, di “respirare”. Visto quello che sta succedendo la vacanza deve essere tale sotto ogni punto di vista». «Io faccio il pescatore – spiega Cavallari –, e continuerò a farlo, qui ci stanno gli altri membri della famiglia». Della vecchia struttura, per forza di cose, resteranno in pratica solo i muri. Tutto il resto è stato smantellato, pulito, sistemato. La spiaggia è un cantiere aperto e si lavora senza sosta perché l’inaugurazione è già stata fissata: il 4 aprile.

gli obiettivi

«Conosco Porto Garibaldi come le mie tasche e so perfettamente cosa vuole chi abita qui come anche i turisti. La cucina è fondamentale e abbiamo sì intenzione di trasformare tutto ma le radici restano: piatti tradizionali, che parlano di noi e soprattutto altissima qualità visto che questo posto lo permette, con il pesce che arriva al mattino». Quindi, «diventare in qualche modo internazionali, con tornei ed eventi non appena sarà possibile effettuarli».

Tanto Barbieri quanto Cavallari hanno due lavori alle spalle, lavori “solidi”, «ma dobbiamo guardare avanti per i nostri figli. Il mare non è più come una volta, bisogna riuscire ad avere alternative se vogliamo dar loro un futuro. E come padri e madri è il nostro unico pensiero. Abbiamo aspettato che fossero sufficientemente grandi per capire e adesso sono pronti».

La ricerca del personale è già partita (Marco Tarantino il probabile responsabile) e le assunzioni non saranno poche. «Apriremo anche il ristorante, ci sarà da sgobbare – assicurano i due soci –. Il lavoro e la fatica non ci spaventano, siamo stati abituati ai sacrifici fin da ragazzini. È che in fondo crediamo ancora nei sogni, con la consapevolezza che però vanno aiutati. Le favole non esistono, la bacchetta magica nemmeno, ma tutto si può realizzare, restando coi piedi per terra». —

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