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Ex Bbs, passo avanti per il rilancio Entro fine anno prime start up al via

Davide Bonesi
Ex Bbs, passo avanti per il rilancio Entro fine anno prime start up al via

Confermato l’impegno di dieci aziende per 170 posti di lavoro Cinque pronte a partire sistemati capannoni e area esterna

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Davide Bonesi

Ancora un passo in avanti. Magari non con la celerità che si pensava (e sperava) ma la partenza di “Ruina New Project” è imminente. In questi giorni si è tenuto un nuovo incontro virtuale, nel quale i responsabili del progetto hanno presentato le ultime novità al sindaco di Riva del Po (e presidente dell’Unione) Andrea Zamboni e alla consigliera regionale Marcella Zappaterra, che dall’inizio ha sostenuto questa importante operazione di rilancio del polo industriale ex Bbs - Riva di Ruina.

L’occasione, oltre ad annunciare nuovi ingressi nella cordata di start up che si insedieranno a Ruina, è stata anche quella di gettare le basi per la partecipazione a bandi regionali specifici, che possano aiutare economicamente gli investitori in un’operazione che nell’arco di cinque anni costerà 40 milioni, 22 dei quali nel primo triennio, chiaramente strategico.

NUOVI INGRESSI

Oltre all’ad Gabriella Multari, ancora una volta il compito di presentare le ultime novità è toccato a Michele Cascavilla. Intanto, la principale è che entro l’autunno di quest’anno saranno sistemate l’area esterna e alcuni capannoni, per far insediare le prime aziende. A inizio 2022 scatta la seconda fase del progetto di recupero, la palazzina degli uffici. Ma il progetto vero e proprio riguarda la Vgm Partners (la società che tiene le fila dell’intero progetto a Ruina), con la costruzione del centro direzionale e l’edificio destinato alla ricerca, in collaborazione con l’Università di Ferrara.

Come già annunciato nel precedente incontro, uno degli obiettivi di Ruina New Project è legare l’insediamento produttivo al territorio, con la creazione di un centro ricreativo per bambini, uno per adulti, oltre ad allestire la sede di un’associazione “amici del territorio”, considerando che l’area è ricca di proposte di questo tipo.

Dopo la prima fase di sistemazione dei capannoni è previsto l’ingresso di cinque aziende, quattro per la produzione e una per la logistica: Nanon Project con la linea Sanitec per sanificazione ambienti (in questi giorni ha un incontro con il professor Crisanti dell’Università di Padova); Lp Energy per lampade led e a energie solari (ora ha sede a Sant’Agostino); Lab Tre da Marostica porta 25 persone a Ruina per ricami di alta qualità destinati alla moda (e corsi specifici per l’inserimento al lavoro); Novanatur Benefit per colture e cibi biologici legati ad agricoltura aeroponica; Charles Philip, brand specializzato in scarpe d’alta moda che a Ruina avrà la logistica.

TEMI E BANDI

Sia Cascavilla che Multari, ma anche l’imprenditore Roberto Lanza (il terzo pilastro di questo progetto), hanno ribadito i due concetti chiave: green e formazione. «Filo conduttore di tutte le start up destinate a entrare è l’innovazione legata al verde, ma anche la formazione, per insegnare un mestiere e aiutare l’inserimento delle persone nelle attività che si insedieranno. Al momento sono dieci le aziende coinvolte e 170 persone da subito al lavoro: con loro faremo il business plan del progetto globale, per arrivare alla fine dei cinque anni a 400 risorse».

Zamboni e Zappaterra si sono detti soddisfatti: «Progetto ambizioso, non solo per Riva del Po». Come Unione Terre e Fiumi c’è l’impegno a curare la parte degli allacci e ad affiancare i lavori di sistemazione dell’area esterna e sul fronte sicurezza. Oltre alla possibilità di accedere a bandi o contributi regionali ed europei. —

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