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PORTO GARIBALDI 

Il circolo Anmi rischia lo stop «Troppe spese ci rovinano»

K.R.

I costi per la sede e le utenze  calcolate come se fossero al servizio di un’impresa  e non di un’associazione  Appello a Comune e Regione

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PORTO GARIBALDI. A causa di un cavillo burocratico il circolo Anmi di Porto Garibaldi è in ginocchio. Tra costi di gestione dello stabile, l’ex Bagno Donatello, tra i primi stabilimenti sorti sulla costa comacchiese ai primi del ’900, e quelli per le utenze, l’associazione combattentistica che conta 370 iscritti rischia la chiusura.

Tutto ruota attorno a una interpretazione delle norme, mai sanata e ancora tutta da chiarire, secondo cui la struttura che ospita il circolo dei marinai viene ritenuta al servizio di un’impresa, anziché a disposizione di un’associazione combattentistica senza scopo di lucro. «Alla fine dell’anno non ci restano i risparmi neppure per un caffè – commenta amareggiato Attilio Barboni, presidente reggente del circolo –; paghiamo gas, acqua e luce fino all’ultimo centesimo, in tutto sui mille euro, poi si aggiungono 6.500 euro della concessione annuale dei canoni demaniali e i 500 euro da sborsare annualmente per il ripascimento dell’arenile che a Porto Garibaldi pagano tutti i Bagni con quota individuale. Siamo rovinati».

l’appello

Barboni, subentrato da qualche giorno alla reggenza dell’associazione presieduta per due anni da Matteo Parisi, prematuramente scomparso, lancia un appello accorato alle istituzioni. «Il Comune ci riconosce un contributo annuo di 300 euro per le attività svolte – aggiunge Barboni –, che l’anno scorso abbiamo impiegato per le celebrazioni del centenario del cambio di denominazione da Magnavacca a Porto Garibaldi. Ma per via della pandemia siamo rimasti chiusi a lungo, non possiamo neppure organizzare tombole, lotterie, tornei di burraco. Ci siamo rivolti all’avvocato, perché alle condizioni attuali non riusciamo più ad andare avanti».

LO SPETTRO DEI DEBITI

Ciascuno dei 370 iscritti versa una quota associativa di 25 euro, aumentata nel 2020 di 5 euro per fronteggiare le sempre più ingenti spese di gestione. Per il momento non sono emersi insoluti, ma per tenere lontano lo spettro dell’indebitamento, senza dover metter mano al portafoglio dei singoli soci, l’Anmi confida in Regione e Comune.

«Deve prevalere il buon senso e la corretta interpretazione delle leggi – incalza Barboni –; anche Matteo, il nostro caro presidente deceduto la scorsa settimana era molto angustiato e preoccupato per questa situazione che si trascina da anni. Ora ci siamo rivolti ad un avvocato, ma naturalmente sono costi ulteriori. A noi piace tanto fare volontariato. Ci diano una mano le istituzioni».

Covid permettendo, durante la prossima estate l’Anmi di Porto Garibaldi, tra le altre cose, tornerà a ospitare i campi solari dei bimbi del territorio e di quelli bielorussi, ospiti di famiglie locali. —

K.R.

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