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«Accelerare i tempi o addio alle risorse»

Alessandro Bassi
«Accelerare i tempi o addio alle risorse»

Domande e timori dal comitato per il ponte della Barchessa Il rischio delle dimensioni ridotte e un divieto che non piace

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SANT’APOLLINARE. Il ponte della Barchessa, apparentemente, è lontanissimo da tutto. Tuttavia resta un punto fondamentale di passaggio per il territorio compreso tra Copparo e Jolanda di Savoia.

Ieri mattina numerosi componenti del comitato per il ponte costituitosi un anno fa si sono dati appuntamento ai piedi dell’infrastruttura di Sant’Apollinare, con l’obiettivo di ribadire, ancora una volta, l’urgenza di una soluzione al problema.

la questione tempi

Erano presenti una decina tra imprenditori e gestori di attività economiche presenti in zona. Massimo Piva è stato il portavoce del gruppo.

«Siamo preoccupati. Molto – è la premessa del ragionamento –. Tra un mese scade il termine per la presentazione dei progetti e per ottenere i finanziamenti della Regione Emilia-Romagna. La sensazione è quella del ritardo. Il ponte è chiuso da due anni; noi abbiamo formato il comitato un anno fa. E i primi passi a livello di progetto sono di inizio mese».

il dilemma risorse

Il comitato vuole avere alcune risposte. «Faremo in tempo? E soprattutto, sarà possibile a tutti gli attori coinvolti trovare i finanziamenti necessari? Soprattutto, se scadono i termini della Regione, non sarà possibile trovare i fondi necessari, a quanto si capisce. È una situazione difficile. Farebbe piacere essere rassicurati», ribadisce Massimo Piva.

il divieto d’accesso

Questo ponte per le attività economiche del territorio è fondamentale, viene ribadito. «Di più, quello che si vede da qui (e Piva lo ha indicato, ndr) era uno stradone vicinale di campagna che si poteva utilizzare come via alternativa per evitare il ponte e trasferirsi sull’altra provinciale che da Berra va Jolanda, anche se poi ci sono altri ponti che possono finire in sofferenza. Bene: una settimana fa – sottolinea il portavoce del comitato – è stato piazzato un divieto di accesso che consente solo a residenti e autorizzati di accedere. Sempre peggio. Le attività sono sempre più in difficoltà».

E poi una cosa di cui non si è parlato molto, «che riguarda il nuovo ponte che sarà auspicabilmente costruito, anche perché solo da poco ci sono segnalazioni sulla nuova struttura. Nell’ultima comunicazione – aggiunge Piva – si dice che il ponte non ha valenza storica, per cui non interviene la sovrintendenza e, soprattutto, si può demolire il ponte e ricostruirlo. Anche in questo caso, da una bella notizia arrivano dei segnali pericolosi».

«sarà sotto portata»

«Nell’ultima comunicazione si dice che sarà costruito un ponte a doppio senso di marcia, con una portata di 33 tonnellate. Ma 33 tonnellate sono una portata inferiore a un solo camion o a un trattore con rimorchio o a una grossa macchina agricola, figuriamoci due. In pratica, con queste caratteristiche, sarebbe un ponte sottodimensionato, sotto portata, e sul quale camion o trattori non potrebbero passare contemporaneamente. Alla fine, se apprezziamo gli sforzi degli amministratori, con Copparo che si è mossa prima, non possiamo non sottolineare l’importanza della tempistica nello sviluppo di questo intervento». —

Alessandro Bassi

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