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Nel Ferrarese 15 casi in 5 anni Ma è in regione il vero allarme

Nel Ferrarese 15 casi in 5 anni Ma è in regione il vero allarme

Provvedimenti soprattutto contro piccole aziende edili nel dopo-sisma Tra i casi segnalati, molte non iscrizioni alle white-list della Prefettura  

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I numeri

La regione Emilia Romagna è al terzo posto in Italia, dopo Molise e Campania, per interdittive antimafia emesse dalle prefetture nei confronti di aziende controllate o condizionate da organizzazioni criminali. Se a livello nazionale, nei primi nove mesi dell’anno, sono state 1. 637 (nel 2019 erano 1540), in Emilia Romagna si registra un + 89 per cento: la nostra regione è passata dalle 115 del 2019 alle 218 del 2020. E per la prima volta l’Emilia Romagna scalza la Sicilia (178, erano ben 306 lo scorso anno) e si piazza al terzo posto. E la provincia di Ferrara? I numeri sono assai ridotti, secondo i dati della Prefettura: negli ultimi 5 anni, dal 2016 sono stati adottati provvedimenti tra interdittive e non iscrizioni alla white list nei confronti di 15 aziende, e molti dei provvedimenti adottati sono relativi a piccole imprese operanti nel settore edile. Sei i provvedimenti del 2016, ma due di questi erano conferme per ditte già interdette negli anni precedenti (nel 2012 e una nel 2015). Nel 2017 altri sei provvedimenti, tre di questi conferme di provvedimenti, uno nel 2015 e due nel 2016. E ancora, nel 2018, tre provvedimenti di cui uno a conferma di interdittiva del 2012. Nel 2019 zero provvedimenti e nel 2020, l’unico procedimento quello per Rechim, l’azienda di cui raccontiamo in queste pagine.

Dunque secondo i dati resi noti dalla Prefettura, occorre ribadire che il numero dei provvedimenti antimafia emessi e protocollati nell’anno di riferimento non corrisponde al numero delle nuove imprese interdette in quell’anno: in alcuni casi si tratta di conferma di provvedimenti relativi a ditte già interdette precedentemente poiché ogni anno viene aggiornato il “profilo” delle ditte. Nell’arco di cinque anni, esclusa l’ultima (ossia la Rechim), sono in totale 14 (compresa tra queste la Ferrara Day Surgery come conferma di precedente interdittiva). Tra queste 14, due hanno sede in altra provincia. Molti dei provvedimenti, dicevamo, sono stati adottati contro piccole imprese edili sull’onda lunga dei controlli per la ricostruzione del dopo terremoto del 2012: ad esempio le due ditte non ferraresi hanno avuto interdittiva con la non iscrizione nella white list creata proprio per monitorare lavori e aziende nel dopo sisma. –

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