Rifiuti, le società non ritirano più gli inerti Amministratori allarmati: «Un disastro»
I calcinacci non potranno nemmeno essere portati nei centri di raccolta, ma si dovrà pagare una ditta per lo smaltimento
comacchio. Il decreto legislativo che rende concreta per l’Italia la disciplina comunitaria dell’economia circolare dettando nuove disposizioni in tema di rifiuti e di imballaggi è entrato in vigore. E Clara e Hera non ritirano più a domicilio gli inerti. Questi rifiuti possono essere consegnati ancora per un paio di giorni ai Centri di raccolta specificamente attrezzati, poi stop dal primo febbraio.
come funziona
«In attesa di eventuali chiarimenti normativi da parte degli Enti competenti – comunica l’azienda – a partire dal primo febbraio non sarà più possibile consegnare ai Centri di raccolta Clara i rifiuti da demolizione e costruzione (rifiuti inerti), anche se prodotti da utenze domestiche. Si potrà invece continuare a consegnare pneumatici da auto, moto e bicicletta, di provenienza esclusivamente domestica in tutti i Centri allestiti con cassoni specifici. Si ricorda inoltre che i ritiri a domicilio su chiamata di inerti e pneumatici non sono più attivi».
In pratica anche i calcinacci da piccoli lavori fatti in casa non possono essere più portati in discarica e bisogna chiamare le ditte che si occupano di smaltimento. Una decisione, questa, che preoccupa e non poco soprattutto in quei comuni, come Comacchio, dove la presenza di centinaia di seconde case e di conseguenti e continui lavori di manutenzione potrebbe creare non pochi problemi. «Viviamo già una situazione difficile per quel che riguarda i rifiuti – dice il sindaco Pierluigi Negri –, e questo sarà l’ennesimo scoglio. Aspetto di capire in che direzione muovermi, magari anche confrontandomi con gli altri miei colleghi».
i timori
Il punto, ed è inutile girarci attorno, è che quasi nessuno vorrà pagare una ditta per smaltire pochi chili di cemento e mattoni e il rischio è che a farne le spese sia solo l’ambiente. «Stiamo cercando di capire – va avanti il consigliere regionale Marco Fabbri –. Per Comacchio sarebbe un disastro e va trova un’alternativa con la massima urgenza. Tenendo presente che gli abbandoni oggi sono di grossi quantitativi che già dovrebbero seguire altre strade, è necessario intervenire».
Preoccupata anche l’assessore del Comune di Fiscaglia Alessandra Giaquinto: «A chiarimento delle discussioni nate è necessario specificare che inerti sono quei rifiuti che si producono con azioni di demolizione e ristrutturazione edile. Tazze e piatti vanno conferiti nell’indifferenziata. Non ho al momento una soluzione operativa e non ho trovato traccia nel decreto di come ci si dovrebbe comportare in merito (piccole quantità). Fatto sta che attualmente il servizio risulta “sospeso” perché si attendono chiarimenti». —
Annarita Bova
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