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interpellanza dopo la positività 

Dormitorio “isolato” «Serve una struttura adatta all’emergenza»

Dormitorio “isolato” «Serve una struttura adatta all’emergenza»

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Il dormitorio di Ferrara in quarantena per un’operatrice positiva diventa un caso. Anna Ferraresi (gruppo Misto) ha chiesto infatti al sindaco di sapere «se esistono controlli affinché gli ospiti della struttura, appartenenti a categorie problematiche, non escano dallo stabile dove sono confinati, in quanto sottoposti a quarantena»; e inoltre se «vi è stata l’attivazione per una sistemazione alternativa in struttura più idonea dal punto di vista igienico-sanitario, per il tempo necessario a garantire la massima tutela delle persone che stanno vivendo questo ulteriore momento di difficoltà». Nell’interpellanza si fa presente che al piano terra dello stabile di via XX Settembre ci sono due camere occupate da 5 ospiti un bagno a disposizione, mentre al secondo piano i 12 ospiti hanno un solo bagno e un camerone con «areazione non adeguata». Fin dal primo lockdown, denuncia la consigliera, non si è «mai proceduto a rendere il dormitorio adeguatamente attrezzato per poter viverci per l’intera giornata e non solo dormirci la notte».

I tamponi agli ospiti sono scattati alla comunicazione di positività dell’operatrice della coop Filippo Franceschi, ma Ferraresi fa presente che «il dormitorio ha continuato ad accogliere alcuni nuovi ospiti» quando già la donna «presentava sintomi compatibili con il Covid-19». —

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