Perde il lavoro, tenta il suicidio Salvato sul ponte dalla Polizia
L’uomo era salito sull’impalcatura del cantiere e voleva lanciarsi nel vuoto Ha detto agli agenti di non essere stato pagato, ora le verifiche degli inquirenti
Aveva perso il lavoro, avuto un infortunio, e senza soldi non riesce a mantenersi e mantenere la famiglia, il figlio piccolo: e così, niente lavoro da un anno e niente stipendio, ieri mattina è salito su una impalcatura ai piedi del cavalcavia di via Ferraresi, in ristrutturazione da tempo, per lanciarsi nel vuoto, impiccarsi con una corda che aveva con sé. Ha scelto lo stesso posto dove aveva lavorato un anno fa – con un’altra ditta, non quella che sta svolgendo attualmente i lavori –, ed è salito su quell’impalcatura per togliersi la vita.
La chiamata al 117
Prima di farlo ha chiamato il centralino di emergenza del 117 della Finanza, e qui gli operatori sono riusciti a trattenerlo al telefono facendosi raccontare i motivi del suo gesto, dove si trovasse dando il tempo ai vigili del fuoco e agli agenti di Volante della Polizia di arrivare sul posto e iniziare dal vivo una mediazione. Riuscendo con una operazione di avvicinamento dall’alto e dal basso, a fermarlo e salvarlo: «Un intervento perfetto al servizio di una persona in difficoltà» ha poi commentato il questore Cesare Capocasa. Ora l’operaio 57enne, tunisino, è ricoverato in ospedale al Sant’Anna, in osservazione. Ma la storia con un finale non drammatico, grazie alla prontezza della Polizia, non si chiude qui.
Visto il contesto che fa da sfondo a tutto, il modo del lavoro e la precarietà, per verificare se questa mancata tragedia possa essere stato innescata dalla sua non chiara posizione lavorativa e sui motivi per cui avrebbe perso il lavoro e non sarebbe stato pagato, come lui ha affermato agli agenti che ieri mattina sull’impalcatura avevano iniziato la mediazione che poi lo ha salvato. Aveva preparato tutto, scendendo dal cavalcavia sul ponteggio, lasciando il suo furgoncino sopra, con le frecce accese. Gli agenti lo hanno trovato con una fune legata al collo e l’altro capo fissato ad una sbarra: in stato confusionale, li ha accolti urlando «Adesso mi butto, adesso mi butto, non vi avvicinate che voglio farla finita», minacciando di lanciarsi nel vuoto. Con umanità e prontezza, un agente ha subito attivato la mediazione: l’operaio dopo una iniziale diffidenza gli ha spiegato di aver lavorato in quel cantiere per un periodo (in passato non attualmente, da quanto è stato possibile ricostruire) per un’altra azienda diversa da quella che sta svolgendo i lavori oggi.
La sua ditta qui in città
Aveva perso il lavoro e senza stipendio non riusciva più ad andare avanti. Il poliziotto lo ha fatato parlare a lungo dando la possibilità ai colleghi giunti sul posto, sul cavalcavia, di intervenire dall’alto: due di loro lanciandosi sull’impalcatura sono riusciti ad afferrare le braccia e le gambe dell’uomo, bloccandolo e impedendogli di buttarsi giù. Poi la corsa all’ospedale, dove si trova in osservazione e dove i medici lo hanno trattenuto mentre sono subito stati attivati i primi accertamenti per sapere della ditta per cui aveva lavorato, una azienda di costruzioni della città. E adesso dopo esser stato salvato, è possibile vengano attivati accertamenti per chiarire e verificare quanto lui stesso ha riferito prima agli operatori del 117, poi agli agenti sul posto sull’impalcatura e quindi agli agenti del Posto di polizia del Sant’Anna: in merito alla posizione lavorativa e per quali motivi non sia stato pagato da una ditta che lavorava in un cantiere pubblico, per lavori commissionati dal Comune di Ferrara. –
Daniele Predieri
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