Pochi bimbi per formare le prime Tremano Malborghetto e Villanova
Contano rispettivamente cinque e zero iscritti. Si salvano Francolino e Pontegradella. Problemi anche a Dogato e Ostellato
Mancano i bimbi, la “materia prima” per poter formare le classi, e il costante calo di iscritti, soprattutto alle elementari, rischia ora di portare con sé tagli e chiusure dolorose di piccoli plessi. Riportando alla ribalta il problema che l’anno scorso era stato disinnescato dalle disposizioni anticovid che imponevano un diradamento delle scolaresche nelle aule.
I numeri
Dei 517 iscritti in meno nelle scuole ferraresi, ben 214 riguardano appunto le primarie. Servono almeno dieci alunni per poter formare una prima classe, e ne occorrono minimo 50 per tenere aperta una scuola.
Parametri che sulla carta cancellano la prima di Malborghetto, che conta appena cinque iscritti, ma anche quella di Villanova, rimasta addirittura a zero. Si trascina così la lenta agonia delle elementari di Malborghetto, una scuola da poco rimessa a nuovo ma che sta “implodendo” per il continuo calo di alunni; al momento sono rimaste una seconda con sei bimbi, una quinta con dieci e ora la prima con altri cinque: in tutto 21 iscritti, troppo pochi per tenere in piedi un plesso.
Nella vicina Francolino i numeri sono più confortanti, con 11 bimbi iscritti alla prima e 67 frequentanti in tutto. Salva anche la prima di Pontegradella, dove sono arrivate 14 nuove iscrizioni. Sintomo sempre più evidente del continuo calo demografico, ma anche del progressivo spopolamento delle frazioni. Il problema, peraltro, riguarda un po’ tutta la provincia, soprattutto il Basso Ferrarese dove la flessione di residenti in questi anni si è fatta maggiormente sentire. La spia rossa si è accesa ora su Ostellato e Dogato, vista l’impossibilità di formare una prima in ciascuna delle due realtà, ed è già stato avviato un confronto tra sindaco, genitori, dirigente e rappresentanti scolastici per affrontare la questione.
I genitori
Lo scenario, in ogni caso, non è certo quello di una “guerra tra poveri”. Anzi. «Le scuole sono una ricchezza insostituibile per i piccoli paesi - sottolinea Monica Campa, rappresentante del consiglio di istituto della primaria di Francolino, presidente del Comitato genitori Doposcuola, nonché mamma di due bimbi di prima e di seconda - Ci auguriamo tutti di poter mantenere anche le elementari di Malborghetto, magari trovando una soluzione che permetta di raggiungere i numeri necessari. Sarebbe una perdita gravissima».
Le famiglie in questi giorni chiedono certezze che al momento non possono arrivare: «La situazione è ancora in evoluzione - chiarisce la dirigente scolastica provinciale Veronica Tomaselli - Già diversi presidi mi stanno segnalando difficoltà per le primarie ma anche per le secondarie di primo grado, e ho in programma una serie di confronti per capire insieme quali soluzioni adottare, facendo un ragionamento scuola per scuola. Molto dipenderà anche dalle direttive ministeriali e dalle disposizioni relative alla pandemia, che stiamo attendendo. E siamo ben consapevoli che la mancata autorizzazione a formare una prima classe porta con sé ricadute sociali, soprattutto in piccole realtà».
Il dibattito
Il Comune di Ferrara, da parte sua, per contrastare il fenomeno ha proposto agevolazioni nel trasporto scolastico in caso di iscrizione a un plesso periferico. «Ci vorrebbe un intervento ben più incisivo, come la riduzione delle tasse per le famiglie che scelgono di iscrivere i figli in una scuola di frazione. Sappiamo bene che non è un problema di facile soluzione, ma la risposta non è certo la propaganda via facebook», pungola Enrico Vincenzi segretario del circolo Pd di Cona-Corlo.
Interviene anche il segretario comunale del Pd Alessandro Talmelli: «Stiamo seguendo con grande attenzione il problema delle scuole a rischio di chiusura. Un plesso con poche iscrizioni è sempre una cattiva notizia e ci adopereremo per la sua sopravvivenza. Ma per farlo bisogna mettere in campo azioni concrete che possano arrestare il continuo calo demografico e incentivare il ripopolamento delle frazioni».
Alessandra Mura
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