Dopo le proteste antenna 5G spostata lontana dalle case
FILO. C’erano state vivaci proteste a Filo in estate per quella maxi antenna 5G. «È troppo vicina alle case», dissero preoccupati i residenti nel corso di un’infuocata assemblea di fine luglio. Adesso Iliad, la società proponente, ha presentato una nuova richiesta di autorizzazione.
Il punto rilevante è uno: è cambiata l’area in cui potrebbe essere installata. Non più in un appezzamento di terreno incolto ed edificabile all’incrocio tra le vie Oca Pisana e De Amicis, bensì in strada Bindella. Accogliendo, quindi, almeno in parte, le sollecitazioni dell’amministrazione comunale di Argenta, la quale si era impegnata a fare proprio nel corso di quella riunione con i cittadini.
la delocalizzazione
«È stata individuata – conferma l’assessore Sauro Borea – un’area alternativa, nella zona artigianale di Filo. Lo spostamento è di circa 300 metri rispetto a quanto era stato ipotizzato in precedenza. Lo avevamo chiesto espressamente a Iliad, che devo dire si è dimostrata disponibile in questo senso».
Restano inalterate, invece le caratteristiche della stazione radio base per la telefonia mobile di ultima generazione: altezza del traliccio una trentina di metri e potenza pari a 20 watt per metro quadro. Un impianto capace quindi, come ci si aspetta dalla tecnologia 5G, di garantire una maggiore efficienza e versatilità nel supporto delle applicazioni di rete, e di conseguenza l’aumento della velocità di trasferimento dei dati. Dall’altro lato c’è la questione standard di sicurezza e tutela della salute in relazione all’esposizione ai campi elettromagnetici, di qui i timori che riemergono ogni volta che si parla di 5G. Le aziende come Iliad possono avvalersi di autorizzazioni a livello di Unione Europea in quanto fornitori di servizi di pubblica utilità. E poco possono fare piccoli Comuni come quello di Argenta. «Non posso farci nulla – disse il sindaco Baldini nell’assemblea coi cittadini –, non posso andare contro la legge. Chiederò a Iliad di trovare una collocazione alternativa». —
Fabio Terminali
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