«Mai visto un sindaco alla mano e vicino alla gente come Andrea»
Tutta la comunità in lutto per la morte di Marchi, primo cittadino per due mandati fino al 2019 Il parere concorde: impossibile trovare una parola storta su di lui, solare e umile già da ragazzo
IL RICORDO
C’è chi lo ricorda con gli scarponi a ferragosto in mezzo alla torba fumante, ma c’è anche chi se lo è visto arrivare, con thermos di tè bollente, insieme ai primi soccorritori sotto la tormenta di neve che, nell’inverno 2012 aveva intrappolato una ventina di automobili sulla superstrada. Andrea Marchi si autodefiniva sindaco di campagna, ma è proprio nel ricordo commosso dei suoi compaesani, che esce la cifra di un uomo di generosità e spessore umano non comuni. «Era una persona unica e speciale – ci dice Laura Scanavini, giovane concittadina dell’ex sindaco –, ascoltava tutti indistintamente, a prescindere dall’orientamento politico. Andrea era aperto al prossimo e ai bisogni della gente, una persona retta, umile, colta, preparata. La sua scomparsa lascia senza parole. Incarnava la politica vera, di servizio autentico alla collettività».
In tanti ricordano Marchi come un sindaco sempre in prima linea, pronto a correre a qualsiasi ora per neve, ghiaccio, nebbia, torba in fiamme, ma anche per condividere gioie e lutti della comunità. Lacrime e sgomento attraversano gli occhi nei volti protetti dalla mascherina. «Andrea era una gran persona – afferma Osvaldo Tartarini –, ma anche un grande amico, sempre disponibile con tutti. Non lo vedevo, purtroppo, da un po’ di tempo».
Gianfranco Rinaldi evoca un episodio della campagna elettorale 2014, da cui Marchi uscì vittorioso con risultato plebiscitario (88,41%): «Per non correre da solo, con la sua lista, aiutò l’opposizione a costruire una propria lista. Era persona buona e sensibile, girava in bici, veniva al bar e salutava tutti per nome». «Non si è mai visto un sindaco così alla mano - aggiunge Claudio Gallerani -. Era laureato e non perdeva occasione per fare citazioni in latino, per scherzare. Pur essendo di sinistra, andava sempre a messa, per stare con la sua gente».
GLI ANEDDOTI
In ogni angolo del paese si alternano ricordi, aneddoti e lacrime. «Andrea è sempre stato rispettato da tutti – dice Alessandro Tosi –, anche dall’opposizione, che gli ha riconosciuto la levatura morale e la capacità di ascolto».
Per Massimo Fioravanti, «una parola storta su Andrea Marchi è impossibile trovarla, perché ha davvero fatto del bene a tutto il paese. Abbiamo saputo che per consentire la partecipazione più ampia al funerale, che ci sarà sabato prossimo, anziché andare in chiesa, si resterà in piazza. È una gran perdita».
Anche davanti alla farmacia rimbalzano i ricordi di un uomo che ha lasciato un segno profondo, indelebile nella sua comunità. «Eravamo vicini di casa a Dogato – ricorda Sandra Punzetti –; Andrea era sempre disponibile, senza retorica è stato davvero un bravo sindaco. Per me è un gran dispiacere aver perso un caro amico. Non si trovano più persone come lui».
«SOLARE»
Tra i compaesani anche Silvia Follegatti ed Ermanno Schincaglia, coppia di coniugi ostellatesi che, evocando una cena in piscina alle Vallette di Ostellato con Marchi e la sua famiglia, precisano che «era sempre gentile, con il sorriso sulle labbra, anche se era molto, ma molto impegnato. Se uno aveva bisogno, Andrea c’era sempre».
Per strada si intrecciano emozioni e ricordi, accomunati dalla stima verso un uomo che, seppur provato dalla malattia, non si è mai risparmiato per la sua comunità. «Non si può che parlare bene di Andrea Marchi», osserva Silvia Melchiorri, mentre Anna Tagliatti ricorda le campagne saccarifere, condivise con l’ex sindaco quando ancora era giovane studente universitario, iscritto a Giurisprudenza: «Lavoravamo insieme, era solare, simpatico e molto umile, qualità che lo hanno accompagnato anche durante i suoi due mandati da sindaco. Era impeccabile perfino a rispondere a chi, qualche volta, lo attaccava su Facebook. Ha sempre posto il rispetto al centro delle relazioni umane. Era una persona buona. La sua morte è un gran dispiacere per tutti».
Lucia Aguiari Piva è una operatrice sociosanitaria dell’Asp che opera all’interno del Comune di Ostellato e ricorda l’arrivo del sindaco Marchi in ufficio «con la mimosa che l’8 marzo donava a tutte le donne. Gli avevo suggerito di candidarsi a sindaco a Tresigallo, una volta terminato il mandato ad Ostellato. Lascia un bel ricordo». —
Katia Romagnoli
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