Villanova senza “primini” «Così si rinuncia al futuro»
Un paese “satellite” che subisce la forza gravitazionale di Comuni vicini come Masi Torello e Tresignana. E dove sembra quasi che i genitori si siano arresi all’evidenza, rinunciando fin da subito a iscrivere i loro figli alla scuola primaria locale. È il destino di Villanova, e delle sue elementari, espresso nel modo più diretto dai dati impietosi sulle iscrizioni all’anno 2021-2022: zero domande, nemmeno un alunno iscritto alla prima classe. Come del resto avviene ormai da tre anni a questa parte.
«L’anno scorso ce l’avevamo messa tutta per incentivare le domande: volantini davanti ai centri commerciali, palloncini, magliette, ma non è servito - spiega Alessandro Borghesi del Comitato Genitori - Quest’anno la chiusura per il lockdown e l’impossibilità di fare visitare la scuola, che è davvero bella, hanno fatto il resto. Il Comune ha provato a intervenire sui trasporti, ma in modo un po’ timido e arrivando un po’ lungo».
«L’anno scorso i bimbi iscritti erano stati appena cinque o sei - ricorda Marcello Celeghini, 28 anni, ex alunno, già candidato per la lista Frazioni e Quartieri e attivista per le problematiche dei piccoli paesi - La prima non si è potuta fare, e i bimbi hanno finito per essere indirizzati ad altri plessi, come Quartesana, Tresigallo e Baura. Il problema è che qui ci sono pochi giovani, la maggior parte si trasferisce appena può e le poche famiglie con figli in età scolare ormai rinuncia alla primaria locale e si orienta subito verso altre realtà». Un fenomeno accentuato dalla “concorrenza” di altri Comuni: «A Villanova i trasporti sono cari - interviene la maestra Paola Benazzi, in pensione da giugno, che ha visto crescere generazioni di bambini - mentre altri Comuni come Masi Torello e Formignana hanno puntato sui vantaggi del trasporto scolastico e le nostre elementari, tra l’altro molto attrezzate, si stanno svuotando».
Già nei primi anni Duemila la primaria di Villanova aveva conosciuto una grave crisi di iscrizioni, poi superata, spiega ancora la maestra Benazzi «grazie a un grande impegno nella progettualità. Ma da anni le domande sono tornate a calare. Mi dispiace molto assistere a tutto questo, è un peccato per l’intera comunità».
Celeghini ha frequentato la primaria di Villanova dal 1998 al 2003: «Allora in classe eravamo in sedici-diciotto, ma anno dopo anno Villanova è diventata un limbo, con sempre meno servizi, e si sta spopolando. Se mettiamo insieme Villanova, Denore, Albarea e Viconovo raggiungiamo i tremila abitanti, ma si tratta per la maggior parte di persone anziane, perché i giovani se ne vanno e i pochi che restano non iscrivono qui i figli». E senza i bambini, manca il futuro. «Io ho scelto di rimanere, ristrutturando la casa dei miei nonni - continua Celeghini - perché i piccoli paesi sono ancora un baluardo di vera comunità. Qui ci si conosce tutti, e se qualcuno attraversa un momento di difficoltà non è mai solo, gli immigrati si sono integrati talmente bene che parlano in dialetto. È un patrimonio che inizia dalla scuola, abbiamo bisogno di aiuti per invertire la rotta». —
A.M.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google