Cari i servizi domestici Rc auto e sanità quasi convenienti
Ferrara tra le città migliori per i consumatori in sei comparti Solo acqua e altre forniture sono aumentate più della media
Ferrara si scopre in questo periodo segnato dal Covid una delle città più convenienti d’Italia per certi servizi, come assicurazioni e sanità, ma anche ristorazione. In generale, di nove classifiche il capoluogo estense solo in un caso, la fornitura d’acqua e servizi abitativi, è sopra la media nazionale. A metterlo in evidenza sono di una ricerca comparativa dell’Unione nazionale consumatori, diffusa in questi giorni, che può anche essere lette in parte come cartina di tornasole delle difficoltà di mercato delle imprese in questi comparti a livello territoriale.
rc da “sogno”
Il primo dato è quello dell’assicurazione auto, una voce piuttosto “pesante” nel bilancio di una famiglia media. A livello nazionale, il totale dei premi assicurativi è calato nel 2020 dello 0,9%, mentre per i soli mezzi di trasporto la riduzione è addirittura inferiore: -0,8%, pari ad un risparmio inferiore a 5 euro. E questo, sottolinea l’Unione consumatori, nonostante il lockdown che avrebbe dovuto far crollare il prezzo dell’Rc auto nel 2020. A livello territoriale gli incrementi più consistenti si sono registrati a Lucca, con un anomalo +7,7%, ma anche le città romagnole sono nella prima parte della classifica. Ferrara, invece, compare tra le ultime dieci, con un -1,5%.
Ancor meglio per quanto riguarda i servizi ambulatoriali (visite mediche, fisioterapia, dentisti), visto che il calo dello 0,1% consegna il secondo posto dietro alla sola Lodi. Tutto sommato buona, per i consumatori, la performance dei prodotti alimentari (+1%, Caltanissetta ha +4,2), delle rette d’’infanzia (+0,8%, Cesena ha +6,3)e la stessa ristorazione (+0,6%, Grosseto guida con +3,7); per non parlare del prezzo degli alloggi, calato del 4,7%.
maglia nera
A casa potrebbe andare meglio, visto che forniture idriche e altri servizi sono rincarati dell’1,3%, contro una media nazionale dello 0,5%. Sorprendente il dato degli altri servizi, trainati dal settore funebre: +1,4%, in linea con la media nazionale. È il settore, appunto, più “caldo” sul fronte prezzi rispetto al resto d’Italia. —
S.C.
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