Case popolari, il Comune cambia idea Niente documenti extra per gli stranieri
Cancellata «causa Covid» la clausola d’impossidenza, che attirava ricorsi. L’obiettivo è di evitare lo stop alla graduatoria
L’assegnazione delle case popolari ai bisognosi inseriti nella nuova graduatoria del Comune non è più a rischio. A togliere di mezzo questa possibilità è stata la giunta che nei giorni scorsi ha approvato una modifica al regolamento di assegnazione che, facendo leva sull’emergenza Covid, toglie di mezzo la questione dell’impossidenza: anche per gli extracomunitari, con poche eccezioni, è sufficiente la sola autocertificazione di non possedere case nel paese d’origine per evitare l’esclusione dalla graduatoria. Niente più necessità di produrre documentazione, peraltro quasi sempre impossibile da procurarsi. Viene così a cadere il motivo alla base dei ricorsi già pronti per essere depositati, in forza dei pronunciamenti anti-discriminazione della Corte costituzionale, che avrebbero bloccato l’intera graduatoria, lasciando fuori casa centinaia di persone. II prezzo che il Comune paga è una marcia indietro su di una questione al centro da settimane di polemiche, anche se rimane fermo il principio della residenzialità storica che di fatto disegna una graduatoria dominata dagli italiani.
colpa del covid
Il provvedimento di giunta risale al 26 gennaio ed era in qualche maniera annunciato, già nei giorni delle polemiche e dei ricorsi minacciati. Dispone che «per quanto attiene al requisito dell’impossidenza di beni immobili siti nel paese di provenienza da comprovare ai fini dell’ammissione alla 32ª graduatoria definitiva ed alla 33ª graduatoria di assegnazione, si applica per analogia quanto disposto dal Dm 21/10/2019; pertanto è sufficiente la dichiarazione d’impossidenza resa all’atto della domanda da cittadini di Paesi extracomunitari (titolari di regolare permesso di soggiorno in Italia)». L’unica eccezione riguarda appunto la lista definita dal decreto ministeriale richiamato, che comprende 19 Stati dal Kosovo a San Marino, tra i quali non ci sono quelli di provenienza dei migranti presenti in città.
La motivazione del cambio di rotta? «Lo stato di emergenza sanitaria», anche perché, curiosamente, «la campagna vaccinale si trova in un momento di stallo»; il Governo di conseguenza ha «fortemente raccomandato il rispetto di tutte le limitazioni imposte alla libera circolazione delle persone, onde contenere ulteriori ondate del virus Sars-Covid 19, di cui peraltro si teme la circolazione nelle pericolose varianti inglese, brasiliana e sudafricana». Una famiglia nigeriana aveva raccontato di essere dovuta andare a Roma, al consolato, per ottenere poi una semplice autocertificazione.
sviluppi
È necessario che la decisione di giunta si rifletta sulla graduatoria, che ancora ieri vedeva numerosissime posizioni ammesse «con riserva» (167 nei primi 333 posti), per una parte non irrilevante dovuta appunto alla mancata documentazione d’impossidenza. In questa maniera si sanerebbe definitivamente le posizioni di chi, di nazionalità nigeriana piuttosto che marocchina o albanese, avrebbe interesse a percorrere la via giudiziaria.
Risulta che le prime cause civili, basate sulla discriminazione attuata tra extracomunitari e comunitari (che da sempre presentano una semplice autocertificazione) sarebbero state depositate a inizio settimana dall’avvocato Alberto Guariso (Asgi). Ora dovrebbero risultare inutili. —
Stefano Ciervo
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