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Ferrara, i ristoratori hanno rifiatato: è ripartito il rito dell’aperitivo

Dario Cavaliere
Ferrara, i ristoratori hanno rifiatato: è ripartito il rito dell’aperitivo

Il ritorno in zona gialla ha coinciso con la riapertura al pubblico dei locali. Fino alle ore 18 tavolino occupati fuori dai bar soprattutto da giovani

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FERRARA. Primo giorno di zona gialla dopo tanto tempo e primo giorno di riapertura almeno a mezzogiorno per i ristoranti ferraresi. Alla trattoria Mandolino di via Volte la titolare Afra Borgazzi abbandona un attimo i cappellacci: «Un po’ di gente c’è, ma sono persa, ci dice con un sospiro. Mi sto chiedendo se con questa crisi la gente verrà o meno, se i fornitori saranno puntuali. Noi avevamo voglia di riaprire di fare il nostro mestiere. Sono 23 anni che siamo in ballo, dice parlando anche a nome di parte del personale con lei da 20 anni, ma mi diverto ancora. Non mi interessa guadagnare, mi basta dare lo stipendio ai dipendenti e sperare che magari fra un po’ si possa tornare alla normalità». Un colpo di telefono alla sorella che dirige la trattoria “Noemi” in via Ragno per sapere che anche da loro c’è un po’ movimento benaugurante e si rituffa in cucina.

Da Mara Farinelli e Gabriele Romagnoli di “Quel fantastico giovedì” la sala è abbastanza piena. «È clientela fidelizzata - dicono - Tanti avevano prenotato per ieri (domenica; ndr) pensando alla riapertura e vista l’impossibilità sono venuti oggi». «Hanno voglia di questa piccola evasione, prosegue Mara ed anche noi. Ci hanno messo in ginocchio ed anche se siamo sempre stati presenti, l’asporto non è la stessa cosa». «Non vediamo l’ora di poter riaprire anche la sera, magari anche solo fino alle 22, conclude perché non è vero che con i ristoranti chiusi i casi sono calati». Lontano dal centro storico è la pizzeria Fuoriporta, locale gettonato a tutte le ore. «Non vedevo l’ora di aprire e sono felice - dice il titolare Max Martinelli - anche se mi devo rendere conto che la gente ci metterà un po’ a riprendere le solite abitudini. Abbiamo già prenotazioni per tutta la settimana, anche se non come prima, ma ve bene così, prosegue. Continuo però a chiedermi perché no alla sera.

«Che ci vengano a controllare anche tre volte a sera, gli fa eco Thomas Banzi il “boss” delle pizze. Noi facciamo le cose fatte bene; se trovano qualcosa di sbagliato ci facciano chiudere, ma l’apertura di mezzogiorno è un palliativo. È la sera che fai la parte maggiore dell’incasso. Paghiamo gli errori dell’estate fatti da qualcuno ed i pochi controlli». In attesa di poter “vivere” anche la sera la cosiddetta movida fa quel che si può con gli aperitivi. “Noi facciamo orario continuato 11-18 e ho prenotazioni per il nostro aperitivo”, aggiunge Max Martinelli.

APERITIVI

La voglia di normalità si vede anche in Piazza Ariostea dove dalle 17 in poi clientela di tutte le età si è ritrovata per il primo “ape”. Al nostro sguardo tutto nella norma. Assembramenti non ce ne sono stati, ma i tavolini del centro e della piazza Ariostea erano quasi tutti occupati. Il primo aperitivo ha visto protagonisti i giovani, che avevano voglia di trascorrere un po’ di tempo con gli amici. Speriamo duri. —

Dario Cavaliere

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