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Ferrara, il Piano Periferie: dodici progetti tra partenze e ritardi

Ferrara, il Piano Periferie: dodici progetti tra partenze e ritardi

Il punto sul mega intervento in città da 18milioni di euro. Già avviata la prima fase di rigenerazione tra la Darsena e l’ex Mof

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FERRARA. E la nave va. Parafrasando più il visionario Fellini che il Sebastian Pub - il motopeschereccio ancorato dopo un non facile trasloco nelle acque limacciose della Darsena cittadina - il progetto del Piano Periferie sta procedendo a dritta dopo qualche intoppo e incaglio a prua che comunque non gli ha impedito di salpare.

La burocrazia ci ha messo del suo a rallentare il finanziamento di 18 milioni di euro ottenuto dalla precedente amministrazione comunale che aveva convinto lo Stato a finanziare un complesso progetto per rigenerare (termine che va molto di modo tra gli urbanisti) un segmento molto importante e strategico della città. Si tratta di quell’area che va dalla Darsena fluviale al Meis, passando per l’ex Mof, cerniera di collegamento tra il centro storico e la Gad intesa come stazione e grattacielo.

Tre cambi di governo: Gentiloni, Conte 1 (in versione gialloverde) e Conte 2 (in versione giallorossa) hanno fatto ritardare l’arrivo dei soldi statali a Ferrara, giunti poi con circa due anni di ritardo. Disincagliato il nodo determinante dei fondi, è giunta poi la decisione di cambiare alcune parti del progetto originale e la nuova amministrazione ha presentato tre rimodulazioni che hanno ottenuto il via libera dal governo a inizio 2021. Allo stato attuale quindi sono tutti disponibili quei 18 milioni e già in parte sono stati investiti con lavori che sono iniziati lo scorso anno con una prima opera di demolizioni di strutture obsolete e fatiscenti, premessa indispensabile per costruire i nuovi progetti inseriti nel complesso piano.

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I DODICI PROGETTI

Complessivamente sono dodici i progetti inseriti nel piano periferie da 18 milioni. La partenza un po’ lenta, tra covid e ritardi dovuti a cambiamenti di strategia, non ha pregiudicato comunque la possibilità di ultimare l’opera entro la fine dell’attuale legislatura nel 2024, ma ora non sono più ammesse lungaggini anche per non trasformare la zona in un cantiere infinito. Proprio per questo i lavori, quelli già partiti e quelli in fase progettuale, saranno scaglionati in modo da non paralizzare quel settore della città. Ecco lo stato dei 12 progetti.

1. Demolizioni tra ex Mof e Darsena per un intervento complessivo da 1.300.000 euro, quasi ultimato il lavoro di sgombero con l’abbattimento di edifici inutilizzati.

2. Dopo la demolizione seguirà la relativa bonifica dell’area per un intervento da 550.000 euro, a breve è previsto un incontro tecnico per organizzare il lavoro.

3. Spesa per la realizzazione di reti e sottoservizi nell’area di via Darsena per 800.000 euro; gara vinta da una ditta reggiana.

4. Riqualificazione dell’area Darsena: 1.350.000 euro, anche qui gli intervento sono previsti nei prossimi mesi.

5. Al posto del parcheggio multipiano da costruire nell’area ex Mof, i 5.000.000 di euro di finanziamenti verranno impiegati in un nuovo progetto di area di sosta non più su piani ma a raso.

6. Parcheggio ex Pisa: anche questo è stato rimodulato rispetto al progetto iniziale e l’intervento è finanziato per 2.000.000 di euro.

7. Area verde ex Camilli: 500.000 euro di finanziamento, in corso i lavori di riqualificazione dell’area verde con vista fluviale e collegamento ciclabile.

8. Riqualificazione di via Darsena per 3.000.000 di euro, intesa come intervento nella zona stradale e non fluviale.

9. Varco nelle Mura: 1.000.000 euro; il progetto ha lo scopo di valorizzare meglio il collegamento con le mura cittadine che in quel tratto sono molto marginali.

10. Riqualificazione primo tratto di via Piangipane: 1.000.000 euro, con nuovi marciapiedi per riqualificare anche l’ingresso al Meis.

11. Accessibilità e percorsi ciclopedonali dal Meis verso il centro storico e il quartiere ebraico: 600.000, progetto messo a bando lo scorso mese di ottobre.

12. Percorsi turistico commerciali dalla stazione al sistema delle piazze centrali: intervento finanziato con 900.000 euro, anche questo ha avuto una rimodulazione con una maggiore valorizzazione del tratto di corso Piave. Lavori che dovranno coesistere con la presenza un po’ ingombrante dello stadio “Paolo Mazza” e con i vincoli temporali che tale struttura comporta quando la Spal gioca in casa in termini di accesso e viabilità. —

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