Scontro in maggioranza Veronesi: «Conferenza capigruppo scavalcata»
CENTO. Conferenza dei capigruppo annullata per lasciar spazio alla terza commissione consiliare. Scavalcato nelle sue prerogative e nel suo ruolo istituzionale, il presidente del consiglio Matteo Veronesi non ci sta e scrive ai consiglieri interessati, oltre che al sindaco, ai capigruppo, alla giunta e, per conoscenza, al segretario comunale, per esprimere tutto il suo disappunto.
Scontro aperto in maggioranza: «Apprendo con immenso stupore – scrive Veronesi – che la presidente Daniela Tassinari si attribuisce il diritto (che non ha), o il sindaco ha deciso (diritto che non ha nemmeno lui) che giovedì 4 febbraio non si terrà la conferenza dei capigruppo a beneficio invece della terza commissione da lei presieduta. In entrambi i casi rilevo che deliberatamente ed unilateralmente qualcuno ha deciso di scavalcare il presidente del consiglio comunale e di sottrargli le proprie prerogative. A inizio pandemia si è deciso che la conferenza dei capigruppo fosse il luogo istituzionale più consono per aggiornare i capigruppo sull’evoluzione dell’epidemia nel Centese, e illustrare le iniziative intraprese dall’amministrazione e dall’azienda sanitaria».
Nei giorni scorsi, riferisce Veronesi, da una telefonata col sindaco è emersa la disponibilità della dottoressa Ferraresi (Asl) per il 4 febbraio, concordando così la convocazione della capigruppo. Convocazione che sarebbe dovuta partire oggi. Ma ieri la novità: «Ho scoperto per puro caso che le cose sono cambiate: la conferenza dei capigruppo non si terrà. Decisione presa senza il minimo confronto con il sottoscritto. Ancora una volta dunque vengono disattesi gli impegni assunti e ancora una volta si omette di coinvolgere la figura istituzionale preposta. Vi sembra normale? A me decisamente no».
Senza voler accusare la presidente della commissione Tassinari, «evidentemente vittima della totale disorganizzazione», Veronesi ribadisce per iscritto «il disappunto per l’ennesimo atto lesivo nei miei confronti, che da oggi non sono più disposto a tollerare». —
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