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Seduta consiglio rinviata Il sindaco: «Solo parole» La minoranza si difende

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comacchio. L’adunanza del consiglio comunale prevista per il 29 gennaio è stata dunque rinviata alle prossime settimane. La circostanza è stata determinata dal fatto che si è verificato un errore tecnico nel deposito digitale di due allegati concernenti materia di bilancio. Questi due documenti, già depositati in cartaceo in segreteria per tempo, non sono stati inviati tempestivamente per via telematica. La conferenza dei capigruppo ha deciso all’unanimità di rinviare l’adunanza per assicurare massima trasparenza e regolarità. Ma la bufera è scoppiata comunque.

«Spiace vedere nuovamente una parte di opposizione che decide di cavalcare l’onda della polemica - ha detto il sindaco Pierluigi Negri -. La stessa opposizione che, peraltro, il 29 non si è neppure presentata in conferenza dei capigruppo, evitando così di discutere nel merito con le altre forze politiche per trovare un’eventuale alternativa al rinvio, preferendo ancora una volta la strada della sola propaganda mediatica. Chi si dichiara responsabile e costruttivo, dovrebbe esserlo pure nei fatti».

l’opposizione

«Ci stupiscono ancora una volta le dichiarazioni del sindaco che pare accusare la minoranza per il mancato svolgimento del consiglio comunale sul tema del bilancio - rispondono da “PerFare” - . Una decisione di rinviare la seduta assunta a maggioranza dalle forze politiche che oggi governano Comacchio, e che hanno i numeri per decidere (11 voti contro i 4 nostri). Nessuna richiesta di rinvio è stata infatti avanzata dal gruppo PerFare, che era pronto a discutere e votare il bilancio». E, ancora, «grottesco poi anche solo aver il coraggio di far credere ai propri cittadini che una forza di minoranza possa “rinviare” un bilancio. Siamo all’opposizione, a decidere oggi son altri».

Poi l’affondo finale: «Il sindaco, con delega al bilancio, ancora una volta prova a lanciare le accuse verso altri, non assumendosi la responsabilità insieme a presidente del consiglio e presidenti di commissioni di non aver correttamente applicato norme regolamentari e procedurali o comunque di aver deciso di procrastinare la discussione. Non comprendiamo se questa sia la reale motivazione o se sia un modo per celare tensioni interne alla maggioranza rispetto a legittimi dubbi e temi delicati, posti e proposti dal nostro gruppo, che forse l’amministrazione ha deciso di rivedere o modificare per poter essere votati dalla coalizione di destra». —

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