Baracche nell’oasi Via allo sgombero per ripristinare la zona naturalistica
Cominciate le operazioni per il ripristino del luogo I controlli di carabinieri, agenti e guardia costiera
LIDO NAZIONI. Non è rimasto lettera morta l'invito delle forze dell’ordine per il ripristino dei luoghi che è stato rivolto all'imprenditore proprietario dell'area a Lido Nazioni sulla quale l'eremita Gian Domenico Guarany, deceduto un mese fa, aveva stabilito il proprio accampamento. Sono state avviate ieri, a cura di una ditta incaricata dalla proprietà, le operazioni di accatastamento di materiali, in funzione del loro successivo smaltimento.
DECENNI DI INCURIA
Il sindaco Pierluigi Negri, parlando di situazione vergognosa, nei giorni scorsi, aveva preannunciato di voler porre fine ad uno scempio che, a ridosso della spiaggia libera del Lido delle Nazioni, si trascinava da decenni.
I CONTROLLI
Detto fatto e ieri mattina, a monitorare le attività di smantellamento del fortino in cui l'eremita altoatesino Garany aveva dimorato per 40 anni, sono intervenuti i carabinieri forestali, con l'ausilio di una pattuglia della polizia provinciale, di una unità da terra della Guardia costiera e di una pattuglia della polizia locale. Roulotte, costruzioni posticce in legno, cisterne dell'acqua, tre barche, reti e attrezzi per la pesca, coperture in vetroresina, ombrelloni e lettini da spiaggia tavolini e altri materiali accumulati dall'eremita solitario in tanti anni, sono stati smontati e accatastati.
LA BONIFICA
Le operazioni proseguiranno anche nei prossimi giorni e una volta effettuata la separazione dei materiali, la coop Brodolini provvederà al loro recupero e allo smaltimento differenziato. Mentre il costo della bonifica dell'area, immersa nel cuore del Parco del Delta del Po, tra mare e pineta, sarà interamente a carico della proprietà, i carabinieri forestali già sono all'opera, per rintracciare gli eredi dell'eremita, ai quali saranno consegnati oggetti ed effetti personali di Guarany recuperati durante le operazioni di bonifica dell’area.
L'eremita, che era arrivato ai Lidi in bicicletta da Bressanone, in provincia di Bolzano, per quasi quarant’anni ha vissuto in spiaggia alla stregua di un Robinson Crusoe dei tempi moderni .
AREA VINCOLATA
L’area dell’intervento è una zona vincolata a oasi, dove si dovrebbe sentire soltanto il contatto con la natura e dove qualsiasi allestimento, anche di fortuna e temporaneo è vietato.
Con l’intervento della compagnia carabinieri assieme alle altre forze di polizia, dopo anni di abusivismo, vengono ripristinate la legalità e l’ambiente naturale dei luoghi. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
