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Botte nel cantiere edile L’operaio modenese agli arresti domiciliari

F.T.
Botte nel cantiere edile L’operaio modenese agli arresti domiciliari

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CENTO. Arresti domiciliari per l’operaio 43enne modenese che sabato, al termine della giornata di lavoro su un cantiere edile a Cento, ha colpito con un pugno un collega 32enne, di nazionalità tunisina e residente a Finale Emilia, facendolo cadere a terra e provocandogli un’emorragia cerebrale.

Ieri in tribunale a Ferrara il gip Vartan Giacomelli ha accolto la richiesta di convalida del fermo formulata dal pm Ciro Alberto Savino, che indaga per lesioni gravi il 43enne. Difeso dall’avvocato Carlo Bergamasco, il muratore subito dopo i fatti era stato arrestato dai carabinieri e portato in carcere a Ferrara. Nell’immediato aveva ammesso agli inquirenti le proprie responsabilità, ribadite ieri davanti al giudice. «Il mio assistito – spiega Bergamasco – era stato sottoposto a provocazioni da parte del collega per almeno sei ore. Alla fine ha reagito per paura a quella che gli era sembrata un’aggressione. Ma alla base della ferita grave c’è stata la caduta a terra, non il pugno».

Intanto il 32enne si trova ancora ricoverato nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Cona: le sue condizioni di salute sono gravi ma stazionarie e i medici non disperano di potergli salvare la vita. —

F.T.

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