La Regione punta sul Recovery per la difesa della costa dei Lidi
LIDO ESTENSI. Punta ai fondi del Recovery Plan la Regione Emilia Romagna, per dare corso ad una serie di corposi interventi strutturali di difesa della costa dal fenomeno delle mareggiate e dell’erosione.
L’assessore regionale alla difesa costiera e all’ambiente Irene Priolo, nel corso di un incontro in videoconferenza con i responsabili referenti delle associazioni di categoria e dei consorzi, ieri pomeriggio, ha elencato una serie di interventi, da attuare, a medio e lungo termine sul litorale comacchiese, per oltre 20 milioni di euro, concepiti all’interno del cosiddetto “Progettone 4” .
NUOVE BARRIERE
Nello specifico è previsto l’appalto per le nuove barriere sommerse a Lido Nazioni (2milioni e 300mila euro, a fronte dei 4, 5 milioni di euro complessivi dell’intero progetto), ma le scogliere soffolte con la tecnica del tecnoreef, entro l’anno in corso saranno collocate anche ai Lidi Scacchi e Pomposa (importo pari a un milione e 250mila euro), mentre nel triennio 2021-2023 saranno realizzate opere di messa in sicurezza della costa, per oltre 2 milioni di euro.
Priolo ha poi compiuto una carrellata dei lavori, in parte già realizzati, di ripascimento periodico dell’arenile, da nord a sud, per 810mila euro.
PROBLEMA CRONICO
«Si tratta di un problema cronico quello dell’erosione che sta mettendo in profonda crisi le nostre attività – ha dichiarato Gianfranco Vitali – vicepresidente provinciale di Ascom Confcommercio –; l’appuntamento di verifica, come promesso dallo stesso assessore regionale, sarà dopo Pasqua a Comacchio».
È dall’estate 2016, quando l’allora assessore regionale Paola Gazzolo presentò in municipio il Masterplan di difesa della costa che gli operatori balneari attendono soluzioni strutturali al problema dell’erosione che, si ripresenta, in occasione di ogni mareggiata, sempre con maggiore virulenza.
«La spiaggia, in particolare ai Lidi nord, – ha detto Roberto Bellotti, presidente di Confesercenti del Delta – è stata letteralmente mangiata. Serve insomma un piano Marshall di aiuti per la nostra costa. Bisogna lavorare su tre punti: interventi immediati per far partire la la stagione 2021, un piano a medio termine, per bloccare le mareggiate ed a lungo termine interventi che mettano in sicurezza anche i centri abitati».
Nicola Ghedini, portavoce di Cna balneatori, ha invocato «un cambio di passo nelle politiche di tutela della costa. Altrimenti rimarrà una sola possibilità: spostare indietro ombrelloni e strutture, riducendo lo spazio a disposizione delle attività turistiche. Lascio immaginare con che conseguenze economiche».
Dati alla mano, Nicola Bocchimpani di Asbalneari ha evidenziato che «si perdono 2,5 metri di spiaggia in profondità ogni anno e le aziende non sono in grado di fare fronte agli impegni economici con i fornitori». —
Katia Romagnoli
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