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Pronto soccorso affollato a Cona Fabbri: «Intervenga la Regione»

Pronto soccorso affollato a Cona Fabbri: «Intervenga la Regione»

Le opposizioni sollecitano il sindaco e la Ctss: è necessario riorganizzare la sanità  territoriale. Stabellini (Psi):  pochi posti letto

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Chi punta il dito contro la Regione, chi contro i sindaci, chi su entrambi. Ma tutti sono d’accordo: la situazione del pronto soccorso di Cona va risolta al più presto.

Non sono rimaste inascoltate le segnalazioni dei sindacati sulle carenze di organico e sui lunghi tempi di attesa che in qualche caso si sono protratti fino a 48 ore. Per affrontare la questione «è importante non sbagliare interlocutore», è la premessa del sindaco di Ferrara e presidente della Conferenza territoriale sociosanitaria, Alan Fabbri. «Lo sforzo comune -sostiene - deve essere quello di portare la questione in Regione e pretendere risposte adeguate. È la Regione, infatti, che per competenza deve vigilare e garantire sui livelli di assistenza e sull’organizzazione delle strutture ospedaliere e del personale di tutto il territorio, così come è la Regione che, rispondendo a nostre richieste, si è fatta garante il processo di fusione delle due realtà del territorio che deve essere realizzato».

Nel frattempo è stata chiesta «una relazione urgente al direttore sanitario del Sant’Anna» sul tema, che sarà inoltre affrontato la prossima settimana anche dalla Commissione Sanità. «Già in queste ore, poi - conclude Fabbri - abbiamo attivato la Regione, attraverso una interrogazione del gruppo Lega Salvini Premier; e come sindaco di Ferrara con delega alla Sanità attiverò tutti i canali utili a questo scopo».

Le opposizioni, con Pd, Gam e Azione Civica, in un’interrogazione sostengono a loro volta che «una possibile risposta alle criticità, denunciate dal personale sanitario, dell’unità operativa Pronto Soccorso di Cona, può essere rappresentata dall’integrazione interaziendale tra i diversi ospedali della Provincia», ma ricordano pure al sindaco che spetta proprio alla Ctss da lui presieduta «la promozione, con il supporto delle Aziende sanitarie e di Unife, di strategie, interventi e specifici accordi di programma volti alla promozione della salute e alla prevenzione, anche in considerazione delle criticità e delle priorità di salute individuate nelle programmazioni distrettuali»; la conferenza sociosanitaria, continuano i consiglieri, è chiamata inoltre a «verificare periodicamente l’attività delle Aziende sanitari’ nell'ambito territoriale di riferimento, anche formulando proprie valutazioni e proposte e trasmettendole ai direttori generali e alla Regione».

Non è solo un problema di carenza di organico, ma anche di scarsità di posti letto, «che non consente il ricovero immediato dei malati e determina lungaggini infinite al pronto soccorso», interviene il segretario provinciale del Psi Davide Stabellini; un problema che riguarda «sia le degenze ordinarie che le terapie intensive» e al quale «occorreva porre rimedio immediato». Da qui le sollecitazioni già indirizzate prima della pandemia e ora ribadite a Regione e Conferenza dei sindaci. La prima «ha in carico le funzioni ospedaliere», alla seconda spetta «predisporre un nuovo piano ospedaliero che indichi le correzioni necessarie nell’organizzazione e funzionamento dell’insieme degli ospedali della Provincia». —

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