Il fondo in parte online dal ’19 è visibile solo su richiesta
La maggior parte del materiale si trova all’Archivio Storico Si tratta di 139 metri lineari complessivi di scaffalatura Le pellicole sono a Bologna
Dal dicembre 2019, dopo anni di catalogazione, studio e digitalizzazione, l’archivio Antonioni è, parzialmente, online (archivioantonioni.it). Gran parte del fondo si trova nelle stanze dell’Archivio Storico Comunale in via Giuoco del Pallone a Ferrara. Ma cosa conservano scatole e faldoni? Cosa è accatastato sugli scaffali? Ci sono i film e i documentari, le sceneggiature originali e le fotografie di scena, la biblioteca, la discoteca (con musica dei generi più svariati, dalla classica alla leggera italiana – Bennato e Vanoni, ad esempio – ma anche, tra i tanti, Bob Dylan, Michael Jackson, musica cinese, spagnola, e molti dischi jazz), gli oggetti personali e professionali simboli delle sue passioni (ad esempio, le rassegne stampe sui suoi film, che lui o suoi collaboratori realizzavano), l’epistolario intrattenuto con alcuni tra i maggiori protagonisti della vita culturale del secolo scorso, da Roland Barthes a Luchino Visconti, da Federico Fellini ad Andrej Tarkovsky e Giorgio Morandi. Si tratta di 139 metri lineari complessivi di scaffalatura. Le pellicole sono conservate alla Cineteca di Bologna, mentre nel Deposito d’arte moderna (Dam), del complesso di Palazzo Massari, sono rimaste le opere pittoriche del regista (in totale 371 dipinti realizzati su carta con varie tecniche, dall’olio alla tempera, dall’acquerello al collage e alla china, e di soggetto prevalentemente astratto), oltre alle locandine originali, ai premi e agli oggetti personali. —
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