A Ferrara altre chiusure Il centro storico perde pezzi
A fine mese saracinesca abbassata anche da Benetton in via Garibaldi La preoccupazione di Ascom e Confesercenti: più incentivi al commercio
Il cento storico perde progressivamente pezzi di commercio e alcuni di questi sono molto difficili da rimpiazzare. Ultime in ordine di tempo le chiusure del punto vendita di Benetton di via Garibaldi che abbasserà definitivamente la saracinesca a fine mese e negli ultimi mesi del 2020 c’è stata anche la chiusura del punto Geox di corso Martiri della Libertà. Ricordiamo che altri marchi importanti di recente invece di puntare sul centro storico hanno preferito traslocare e andare nei centri commerciali o in caso di più punti in centro ridimensionarli.
Negli anni scorsi anche il negozio di Zara di via Mazzini si era trasferito al centro commerciale “Il Castello”, smobilitato anche di recente il punto la Levi’s in centro di Gibelli. Un quadro della situazione che conferma il periodo difficile che sta attraversando il commercio anche in centro storico.
Felloni (Ascom)
«Non è un bel segnale - dichiara subito Giulio Felloni, presidente provinciale dell’Ascom Confcommercio di Ferrara - i negozi sia quelli piccoli che quelli delle grandi multinazionali rappresentato un punto di vitalità. Le vetrine illuminate danno anche un segno di fiducia, i negozi sono il traino della socializzazione, soprattutto in un momento come questo dove si cerca con tanta fatica la ripartenza. Il fenomeno della chiusura progressiva dei grandi marchi è preoccupante, anche perché se in precedenza era proprio questa tipologia di punti vendita che andava a sostituire il negozio a gestione familiare che chiudeva ed è sempre più difficile prevedere un percorso all’incontrario. È sempre più difficile infatti per un piccolo commerciante occupare gli spazi lasciati vuoti da un negozio di una catena commerciale, per una questione dei costi dell’affitto in centro».
E a questo punto Felloni torna su un suo principio fondamentale per la salvezza del commercio in centro.
«Bisogna - dice - che i proprietari degli spazi commerciali capiscano che è meglio abbassare gli affitti, prendere meno ma è meglio avere lo spazio occupato da un negozio piuttosto che una vetrina abbassata. È una perdita per tutti, a cominciare da chi affitta. Occorrerebbe poi incentivare i giovani che vogliono aprire un’attività commerciale, molto spesso vengono scoraggiati in partenza proprio dagli elevati costi degli affitti, che vanificano il sogno imprenditoriale e lasciano purtroppo una luce spenta in più nel centro storico. Bisogna dare la possibilità alla gente di lavorare, soprattutto di questo tempi, senza l’assillo del caro affitti».
Osti (CONFESERCENTI)
Il fenomeno delle chiusure in centro è preoccupante come sottolinea anche Alessandro Osti, direttore provinciale della Confesercenti.
«Queste continue chiusure - dice Osti - di negozi in centro che non sempre vengono rimpiazzate, rappresentano il simbolo più evidente della grande crisi che è in atto nel commercio. Si sta pagando anche il minor flusso di gente per la pandemia, per questo occorrono incentivi per favorire le attività, evitando che il centro si svuoti. Ogni negozio che chiude è un pezzo di città che muore». —
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