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«Addio caro don Celestino fratello mite e sorridente»

Giuliano Barbieri
«Addio caro don Celestino fratello mite e sorridente»

Dolore e tanti ricordi al funerale del prete morto a causa di un malore improvviso L’arcivescovo Perego: «Eri un gigante buono ma purtroppo con il cuore debole» 

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VIGARANO PIEVE. Tanti aneddoti da ricordare e tanta tristezza ieri al funerale di don Celestino Mbalanga scomparso, per un malore improvviso, a 55 anni. Era il parroco di Coronella e Madonna Boschi, e prima di Stellata e Vigarano Pieve.

C’era un maxischermo fuori dalla chiesa e tanta gente aveva già partecipato, mercoledì sera alla camera ardente di Coronella, dove i fedeli avevano lasciato un messaggio accorato: «Ai primi contatti con don Celestino e soprattutto dalle prime omelie, si comprese subito che incontro fortunato ci era stato destinato. Le sue parole – ha scritto la comunità parrocchiale – ci riempivano il cuore e colpivano, con rispetto e riservatezza, l’intimo delle persone. Quanta dolcezza e profondità di pensiero e, allo stesso tempo capacità infinita di ascolto».

i ricordi emozionati

Ieri il rito funebre è stato celebrato dal vescovo Gian Carlo Perego, assieme al vicario don Massimo Manservigi a e monsignor Gregoire, vicario della diocesi in Congo da dove proveniva don Celestino.

«Celebriamo questa Eucarestia – ha detto Perego – in suffrago a don Celestino e alla famiglia, che ci segue dal Congo: inviamo il nostro cordoglio con la promessa che a loro non mancherà mai la nostra preghiera. Nulla faceva pensare che questo prete, da tutti chiamato “gigante buono”, potesse avere un cuore debole. È stato un servitore della Chiesa buono e disponibile che ha lasciato le sue origini per mettersi al servizio della nostra Diocesi. La sua serenità aiutava all’incontro e alla conversazione».

Emozionante il ricordo di chi gli era vicino negli ultimi momenti di vita. «Caro don Celestino – ha ricordato don Rosario Bonaccio –, ti ho conosciuto quando sei arrivato nella parrocchia di Vigarano Pieve e, subito, sei diventato riferimento per tanti dimostrando la tua intelligenza. Amavi tutti gli sport anche se non sono riuscito a farti diventare tifoso della nostra Spal». «Ti ero vicino – è stato il pensiero di don Raffaele Benini – quando chiedevi aiuto perché stavi male, ma non sono riuscito a portarti il soccorso necessario per salvarti la vita. Sei stato grande nello spessore umano e sacerdotale. Un fratello mite, colto ed espansivo».

«Quando mi hanno detto che a Coronella sarebbe arrivato don Celestino – ha ricordato il sindaco poggese Daniele Garuti –, non mi aspettavo certo di incontrare una persona imponente e dotata di un grande sorriso che subito trasmetteva simpatia. Con la sua disponibilità ha dato tanta vita alla comunità».

L’ultimo saluto rivolto al feretro è stato un canto in lingua congolese, la terra dove ora andrà a riposare don Celestino. —

Giuliano Barbieri

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