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L’impegno per evitare lo spreco alimentare Consumi consapevoli

L’impegno per evitare lo spreco alimentare Consumi consapevoli

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Recupero e ridistribuzione delle eccedenze, sensibilizzazione dei consumatori nell’acquisto e nel consumo consapevole di cibo, educazione alimentare dei più piccoli, maggior sostegno agli Empori solidali regionali.

Sono questi gli impegni che la Regione Emilia-Romagna si appresta a rinnovare, rafforzandoli, alla vigilia dell’ottava Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare di oggi che ha l’obiettivo di ricordare l’enorme valore sociale, ambientale ed economico del cibo e l’importanza di non sprecarlo.

Da anni la Regione Emilia-Romagna, che tra le prime in Italia si è dotata di una specifica legge sul recupero e la distribuzione di prodotti alimentari a scopo di solidarietà sociale, presta particolare attenzione a questo tema, insieme a quello della povertà alimentare, realizzando progetti e iniziative specifiche.

«Lo spreco alimentare ha conseguenze non solo etiche, economiche, sociali e nutrizionali ma anche sanitarie e ambientali, dal momento che le enormi quantità di cibo non consumato contribuiscono fortemente ai cambiamenti climatici e al rischio dell’integrità ambientale- sottolineano la vicepresidente della Regione con delega al Welfare e all’emergenza climatica, Elly Schlein, e l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi-, ed è per questo che la Regione Emilia-Romagna da diversi anni è impegnata sul versante della lotta allo spreco e del recupero alimentare come dimostra il primo bando per la solidarietà e il recupero alimentare dello scorso dicembre».

«Continueremo ad impegnarci su questi temi - aggiungono Schlein e Mammi - potenziando le reti e i fondi esistenti, come già è stato fatto con il settore agricolo, integrando risorse pubbliche e private, per individuare nuovi strumenti e competenze diverse, perché il problema della lotta agli sprechi e alla povertà alimentare è complesso e la risposta non può che essere multidimensionale e coinvolgere tutti i soggetti del territorio, a partire da quelli che operano in ambito sociale, agricolo, ambientale».

Quest’anno, in occasione dell’appuntamento di sensibilizzazione al tema, una buona notizia arriva dai dati dell’Osservatorio “Waste Watcher” dell’Università di Bologna-Last Minute Market (Osservatorio ideato e diretto dal professor Andrea Segrè, che dal 2013 conduce monitoraggi annuali sullo spreco alimentare domestico e le abitudini degli italiani in rapporto alla gestione e fruizione del cibo), secondo i quali in Italia lo spreco di cibo, per la prima volta, è in diminuzione.

La ricerca

Dalla ricerca “Spreco, il caso Italia” di Waste Watcher, condotta su dati Ipsos, in vista della Giornata contro lo spreco alimentare, emerge che nel 2020, caratterizzato dall’emergenza sanitaria da coronavirus, sono stati sprecati solo 27 kg di cibo a testa (529 grammi a settimana), l’11,78% in meno rispetto al 2019. E, sempre dalla ricerca, si rileva che gli italiani si stanno dimostrando più consapevoli nell’utilizzo del cibo, tanto che otto italiani su dieci dichiarano di non sprecarlo quasi mai, o al massimo una volta alla settimana. —

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