Modulare l’infiammazione per fermare il tumore La nuova frontiera Airc
Elena Adinolfi guida la ricerca sugli inibitori di diversi tipi di neoplasie Fondamentali i finanziamenti raccolti con le Arance della salute
il focus
Modulare il recettore infiammatorio P2X7 per bloccare lo sviluppo del tumore o curarlo quando è negli stadi più avanzati. È l’obiettivo di Elena Adinolfi, ricercatrice Airc presso Unife, che lavora su leucemie, neuroblastomi, melanomi e ora, grazie anche al finanziamento partito l’anno scorso, sul tumore al colon: «Si tratta ancora di uno studio preclinico – precisa Adinolfi – è una ricerca di base, anche se l’idea è quella di applicarlo poi alla clinica e cominciamo ad ottenere i primi risultati che ci eravamo preposti. Esistono peraltro una serie di studi preliminari e nel tempo molte case farmaceutiche hanno sviluppato dei farmaci, testati per altre patologie, che bloccano il recettore P2X7».
Su queste basi Adinolfi porta avanti la propria ricerca, con un team ristretto, composto da due-tre persone, alle prese con un tumore, quello al colon, «che è diffuso – dice la ricercatrice – e il cui sviluppo, si sa, è tanto influenzato dall’alimentazione ma è anche legato all’infiammazione. Stiamo quindi studiando come cambia, durante l’insorgenza di alcune patologie infiammatorie che possono essere correlate con lo sviluppo del tumore al colon, l’espressione del nostro recettore se possiamo intervenire modulandolo nel tentativo di bloccare l’evoluzione del tumore».
il meccanismo
Capire, cioè, come utilizzare le molecole infiammatorie, in particolare il P2X7, a mo’ di “bersaglio farmacologico”: «Andando quindi a modulare questo recettore possiamo bloccare o lo sviluppo del cancro o curarlo quando è negli stadi più avanzati».
Per mesi gli studi della ricercatrice Unife hanno dovuto fare i conti anche con il Covid, e con la conseguente chiusura per diverso tempo del laboratorio, con gli ordini di reagenti che spesso non arrivavano: «Ci siamo bloccati un po’– dice Adinolfi – e ci siamo potuti concentrare di più sullo studio ma certamente meno sugli esperimenti veri e propri, soprattutto nel periodo del lockdown fra marzo e maggio. Ma un po’ alla volta abbiamo ripreso, prima con gli orari alternati e poi via via stiamo tornando a lavorare a pieno regime».
A livello nazionale, ricorda Adinolfi, «il tumore al colon è il secondo più diffuso nelle donne e si è riscontrata – sottolinea la ricercatrice Unife – anche una scarsa adesione allo screening, che è aumentata soprattutto con il Covid e la paura di andare in ospedale, e questo può essere un problema. Lo screening è molto consigliato anche perché nel grosso dei casi si può intervenire direttamente con la colonscopia se si prende per tempo».
le arance
È quindi per sostenere il lavoro di ricercatori come Adinolfi che la Fondazione Airc torna fino al 14 febbraio con la raccolta fondi delle Arance della salute: la campagna è iniziata l’1 febbraio ma da ieri, Giornata mondiale contro il cancro, le arance sono disponibili in diversi punti vendita della grande distribuzione e i Comitati regionali e i volontari della Fondazione distribuiscono su richiesta anche marmellata d’arancia e miele di fiori d’arancio. —
Giovanna Corrieri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
