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Società al 100% pubblica Per il comitato non si può fare

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CENTO. La trasformazione in una società “in house” di Autostrada del Brennero Spa potrebbe avvicinare l’avvio dei lavori della Cispadana entro la fine del 2021.

Prospettiva che non vede di buon occhio il Coordinamento cispadano No autostrada, secondo cui l’operazione sarebbe «solo un espediente per aggirare la normativa europea e rinnovare per altri 30 anni la concessione, scaduta nel 2014, ad Autobrennero senza passare per una gara».

«ostacoli e problemi»

Il comitato, che vorrebbe una Cispadana strada a scorrimento veloce, delinea possibili «problemi e ostacoli» sul percorso per la liquidazione dei soci privati: «Il primo riguarda il valore delle azioni, che loro valutano in 160 milioni di euro, mentre la Corte dei conti del Trentino-Alto Adige lo colloca in una forbice tra i 50 e i 70 milioni di euro, con l’avvertimento agli amministratori pubblici che il “riconoscimento di importi indebiti a favore dei privati, saranno forieri di profili di responsabilità erariale in capo ai soggetti che vi dovessero dare corso”. Tutto da verificare sarà poi – aggiunge il comitato – il giudizio della Commissione Europea sull’operazione, nata al solo scopo di sfuggire alla gara».

Molto discutibile poi «la proroga e la rateizzazione fino al 2028 concessa ad Autobrennero Spa per il trasferimento al bilancio dello Stato degli 800 milioni di euro del Fondo ferrovia, le risorse accantonate in regime di esenzione fiscale per la costruzione del tunnel di base del Brennero. Non sono soldi della concessionaria, ma dei cittadini italiani, non possono essere usati per liquidare i soci privati». —

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