Case popolari, Fabbri sfida i ricorsi
Il sindaco non intende mettere mano al regolamento comunale come chiesto da sindacati e associazioni
Alan Fabbri decide di giocarsi tanto, se non tutto, sul tavolo delle assegnazioni delle case popolari. Ci ha pensato su solo un giorno, il sindaco, dopo aver visto arrivare sul suo tavolo, a distanza di poche ore, due lettere di diffida a modificare in maniera profonda le regole che hanno consentito di arrivare ad una graduatoria, la 32ª, che di fatto esclude cittadini non italiani dall’assegnazione delle abitazioni Erp per il 2021. Poi si è messo al computer e ha scritto la dura risposta che pubblichiamo integralmente a fianco.
Tra dicembre e gennaio si era aperto uno spiraglio per quanto riguarda la questione dell’impossidenza, cioè l’obbligo da parte dei soli extracomunitari di dimostrare con documenti quasi impossibili da trovare di non possedere immobili nei paesi d’origine, che poi si è tradotto in un “congelamento” causa Covid del requisito. Sul tema dei punteggi per la residenzialità storica, vero e proprio cavallo di battaglia di Fabbri già a Bondeno, il sindaco non mostra invece alcuna disponibilità a tornare sui suoi passi, sulla scorta della sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittima la legge abruzzese proprio per aver dato troppo peso agli anni di residenza sul territorio nella formazione delle graduatorie. Sfida così i sindacati confederali e degli inquilini, che pure hanno firmato di recente un protocollo con il Comune, a tentare di bloccare la graduatoria per via giudiziaria, sulla base del fatto che la sentenza «è riferita ad una Regione che non è la nostra»: scommessa evidentemente rischiosa, visto che le sentenze della Consulta stabiliscono principi validi per tutti.
La palla passa ai sindacati e all’Asgi, l’associazione anti-discriminazione che ha già battuto il Comune sui buoni spesa. La graduatoria potrà quindi cambiare solo per via giudiziaria. —
S.C.
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