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da laureati a manager 

Fluid-a, idea d’impresa nata nelle aule Unife «Battuta la burocrazia»

Giovanna Corrieri
Fluid-a, idea d’impresa nata nelle aule Unife «Battuta la burocrazia»

L’azienda di progettisti è tra le 2.500 fondate da ex studenti Il consiglio a chi vuole provarci: non bisogna mai buttarsi giù

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Dei quasi tre milioni di laureati italiani considerati nel Rapporto 2020 del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea “Laurea e Imprenditorialità” sono 2.576 gli studenti-imprenditori che, fra il 2004 e il 2018, si sono laureati all’università di Ferrara e hanno fondato un’impresa. Ditte individuali, società di capitale, società di persone, imprese femminili, e prima di tutto start up innovative come è stata, fino all’anno scorso (nel 2020 la società ha infatti compiuto cinque anni), Fluid-a di Alessandro Carandina, uno degli ex studenti Unife diventato imprenditore.

la storia

Racconta di aver maturato l’idea negli anni trascorsi a Unife come assegnista di ricerca, dopo la laurea in ingegneria meccanica nel 2010. È allora che ha sviluppato competenze, conoscenza del tessuto industriale del territorio ferrarese, e ha anche conosciuto «alcuni di quelli che poi sarebbero diventati i miei colleghi: il nostro approccio era molto orientato a risolvere problemi aziendali – dice Carandina – e abbiamo avuto la fortuna di avere un professore con molte interazioni con le aziende meccaniche del territorio. Ci occupavano di una serie di lavori, abbiamo imparato molto e ci siamo conosciuti fra di noi e con la fine del periodo di ricerca abbiamo provato ad aprire una società insieme, cercando nuovi clienti e buttandoci nel mercato».

Fluid-a è nata quindi nel 2015 e attualmente conta cinque soci e una dipendente amministrativa: «Come studio di ingegneria risolviamo i problemi che ci pongono i clienti, progettiamo e simuliamo macchine che elaborano fluidi (turbine, compressori, ventilatori), macchine cioè che interagiscono con un fluido cedendo energia al fluido o scambiando energie con il fluido stesso. E analizziamo i risultati per capire qual è l’ottimo per risolvere un determinato problema». Ci sono state esperienza anche con l’industria alimentare, «aziende che producono forni industriali per la panificazione, per esempio, avevano bisogno di capire come far girare correttamente i flussi di aria calda all’interno del forno per avere una cottura uniforme. Le applicazioni della fluidodinamica sono molto vaste».

tirare le somme

Le riflessioni, dopo qualche anno di esperienza, sono positive: «Come in ogni lavoro ci sono sempre alti e bassi: momenti in cui ci sono grandi soddisfazioni perché quello che riesci a ottenere è tutto farina di quello che fai, dall’inizio alla fine, e si impara e ci si rende conto di tutto il processo che c’è dietro alla realizzazione un progetto, compresa la parte burocratica – allarga le braccia l’imprenditore – E visto che l’iter burocratico in Italia è abbastanza complesso spesso ci siamo trovati a dover imparare molto velocemente, seguiti fortunatamente da uno studio di commercialisti». Però, dice Carandina agli studenti pronti a imbarcarsi in una simile avventura, «non bisogna mai buttarsi giù e continuare a provarci, altrimenti è complicato».

Neanche il Covid ha fermato Fluid-a, «ci sono stati clienti che hanno posticipato o annullato dei progetti, ma oltre alla consulenza abbiamo servizi di attività didattica che abbiamo proseguito». —

Giovanna Corrieri

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