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«Giocano sulla pelle dei cittadini Io fiero delle regole introdotte»

Alan Fabbri
«Giocano sulla pelle dei cittadini Io fiero delle regole introdotte»

II primo cittadino scarica la responsabilità del possibile stop E parla di accanimento da parte dei rappresentanti degli inquilini 

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L’intervento

Chi ora minaccia ricorsi sa bene che andrà a giocare una battaglia sulla pelle dei cittadini, di tante famiglie che di una casa hanno bisogno. Dal mio punto di vista di amministratore è un fatto grave, uno schiaffo che i ferraresi non meritano. Sono molto fiero delle nostre scelte e del lavoro fatto fino ad ora sulle case popolari. Sono fiero di aver introdotto regole che garantiscono possibilità a chi non le ha mai avute e che hanno rimesso in equilibrio le percentuali delle assegnazioni, fino a qualche mese fa pesantemente sbilanciate a scapito degli italiani. Non farò nessun passo indietro sulla via intrapresa e, anzi, la difenderò strenuamente. Con il nuovo Regolamento abbiamo dato la possibilità a 157 famiglie italiane di accedere, forse per la prima volta, ad un aiuto di cui hanno assoluta necessità e sono deciso ad andare avanti. Farò tutto il possibile per non negare loro, e a tutti gli altri cittadini in graduatoria il diritto ad avere una casa.

sfida diretta

Chi sceglierà la strada dei tribunali mostrerà invece, finalmente, la vera faccia di chi sbandiera il buonismo senza curarsi delle conseguenze, dimostrerà di essere disposto, in nome di inesistenti torti subiti da qualcuno a calpestare i veri diritti di tanti. Chi utilizzerà la strada giudiziaria contro una scelta che i cittadini ci hanno chiesto, eleggendoci, lo farà assumendosi la responsabilità di bloccare le assegnazioni per chissà quanto tempo. Ma le famiglie a cui finalmente potremo assegnare una casa grazie al nuovo Regolamento, non possono aspettare, hanno urgenza di avere risposte: molte sono persone anziane che vivono sole con la pensione minima, altre sono mamme con bimbi piccoli, con il lavoro precario, che senza un aiuto, in tempi di Covid, non riescono più ad andare avanti.

Non è nostra intenzione mettere nessun cittadino in difficoltà e per questo, per gli stranieri abbiamo già sospeso, a lungo termine, la richiesta di certificare in modo documentato l’impossidenza. Lo abbiamo fatto consapevoli della difficoltà di spostarsi da un Paese all’altro in questo periodo, e lo abbiamo fatto esponendoci al rischio di assegnare abitazioni popolari a chi magari nel suo Paese è già proprietario (rischio che per gli italiani non esiste visto che i controlli incrociati degli uffici lo rileverebbero immediatamente).

Eppure sindacati e associazioni minacciano ancora ricorsi e, francamente, questo accanimento non è comprensibile. Non è facile, per me, che pure credo nelle battaglie politiche, capire come si possa pensare di danneggiare molti cittadini per affermare il proprio punto di vista, a fronte di una graduatoria che, è bene dirlo, non danneggia nessuno. La visione della lotta tra poveri, del centrodestra cattivo che vuole favorire uno ai danni di un altro, appartiene soprattutto a chi di danni, in termini di equità sociale ne ha fatti parecchi. Per noi si tratta, invece, di stabilire delle norme capaci di dare la casa a chi ne ha più bisogno e da più tempo attende.

Per questo rimandiamo al mittente le richieste delle associazioni e dei legali che minacciano di fare causa: non modificheremo le norme che abbiamo inserito nel Regolamento in nome di una sentenza della Corte Costituzionale, certo rispettabile, ma riferita ad una Regione che non è la nostra. L’amministrazione di Ferrara ha agito nel solco di quello che la legge dell’Emilia Romagna permette, sia per quanto riguarda l’impossidenza, che per quanto riguarda la residenzialità storica. E, soprattutto, abbiamo agito secondo il mandato dei cittadini che ci hanno votato e messo alla guida della città sapendo bene che strada avremmo intrapreso su questo tema.

l’impegno

Ai ferraresi garantisco tutto il mio impegno a difesa dei risultati che abbiamo ottenuto. A chi sceglie la via giudiziaria, perché incapace di vincere la battaglia sul campo politico, dove il confronto di idee può essere acceso senza nuocere a nessuno, chiedo di fare un passo indietro, riportando lo scontro su piani più appropriati e valutando bene un gesto che potrebbe pesare come un macigno su tante famiglie che, oggi, finalmente, sperano. –

Alan Fabbri

(sindaco di Ferrara)

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