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GLI OBIETTIVI 

Il presidente Viviani «Uniamoci col Veneto»

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GORO. Il dibattito ha radici lontane, come sono profonde le resistenze: poco o tanto che sia, nessuno vuole cedere il potere che può esercitare. Così come fare i conti con scelte talvolta impopolari. Però, il salto di qualità anche per il Parco del Delta ha una via maestra e segnata: diventare nazionale.

«Il tema è questo da tempo - ammette il presidente della sponda emiliano-romagnola, il sindaco di Goro Diego Viviani -, tutte le associazioni ambientaliste vogliono farlo diventare Parco nazionale. Noi volevamo procedere per step, purtroppo non riusciamo nemmeno a fare un parco interregionale: le resistenze arrivano soprattutto da parte veneta. Mi accontenterei di arrivare a compiere questo primo passo ed è quello che avevamo proposto: dipende anche dai due livelli regionali, quanto hanno voglia d’impegnarsi: l’anno scorso c’erano elezioni da entrambe le parti ed è stato un argomento lasciato da parte, adesso si può intraprendere un percorso e... speriamo bene».

Quanto al bracconaggio, Viviani è più ottimista: «Rispetto all’avifauna, salvo casi saltuari, non abbiamo riscontrato problemi nel territorio ferrarese. Diverso il discorso pesca nelle acque interne: se pensiamo ai romeni, piuttosto che altre nazionalità, c’è un vero e proprio mercato, quindi motivazioni diverse, ma il lavoro fatto dalla polizia provinciale, a cominciare dalla nostra, è stato importante. Poi, abbiamo tanti chilometri di canali e il personale è quello che è». —

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