Impianti geotermici Riscaldamento pulito pure in centro storico
Salgono le richieste di pozzi per sfruttare energia dal terreno Anche privati assieme a Meis, università e palazzi comunali
Stanno sorgendo qua e là anche nel centro storico nuovi impianti geotermici per il riscaldamento e il condizionamento di case e uffici. Nell’ultimo anno, nonostante la pandemia, al servizio autorizzazioni di Arpae è arrivata una ventina di richieste di perforazione di pozzi, «si nota sicuramente un incremento di queste pratiche, la possibilità di utilizzare una fonte rinnovabile evidentemente attira - spiega Marco Bianchini, il dirigente responsabile del servizio - Il tutto in assenza di una normativa regionale e con costi ancora elevati di questi impianti, che non sono incentivati».
cos’è
Gli impianti a pompa di calore geotermico funzionano sfruttando lo scambio termico con il sottosuolo superficiale, in genere poche decine di metri di profondità. La geotermia a bassa entalpia è considerata una fonte rinnovabile, anche se consuma una piccola quota di energia elettrica per “spingere” i liquidi nel circuito. In una città come Ferrara, al di là del sottosuolo di Casaglia sfruttato per la geotermia di scala, non ci sono aree più o meno adatte, tanto che appunto molte richieste si concentrano nella zona medievale.
I costi dell’investimento iniziale sono estremamente variabili rispetto alle tipologie del fabbricato, bisogna mettere in conto costi di bonifica solo per la tipologia delle sonde a circuito chiuso, ma si parla in ogni caso di una durata di 30-40 anni, con i primi interventi da effettuare dopo 10 anni. I tempi per ottenere la concessione? «Una trentina di giorni, in condizioni normali» spiega ancora Bianchini. I vantaggi ambientali sono evidenti, perché il livello di emissioni è vicino a zero.
dove si trovano
Sta aumentando la richiesta anche dei privati per appartamenti indipendenti, di recente si è fatto avanti un proprietario di via Carmelino, ma già in zone c’erano altri impianti. Uno degli interventi più importanti è stato effettuato al Meis, dove peraltro si dovrà rimettere mano. Anche l’università ha richiesto la perforazione di due pozzi geotermici per riscaldare e raffrescare il polo di via Luigi Borsari. Un impianto del genere è stato costruito dal Comune a Casa Niccolini e altrettanto si farà a Palazzo Massari. —
S.C.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
