L’addio di figlio e parenti al pensionato morto dopo l’incidente a Zocca
RUINA. Ieri i parenti stretti e gli amici hanno dato l’ultimo saluto ad Arrigo Luigi Mecenero, il 79enne morto un mese e mezzo dopo i gravi traumi riportati nell’incidente stradale avvenuto nella vicina Zocca lo scorso 16 dicembre. Il pensionato, dopo avere lasciato il territorio comunale di Ro dov’era nato e cresciuto (da una famiglia di origini vicentine), si era trasferito a Zurigo, lavorando a lungo come cameriere in noti locali della Svizzera, diventando anche capo cameriere, prima di svolgere per alcuni anni anche l’attività di assicuratore alla Zurigo. Sposato e poi separato, padre di Gaetano, dopo la pensione Mecenero aveva deciso di tornare a vivere a Ruina, dove vi sono tutti i familiari, pur mantenendo i rapporti con Zurigo, dov’è rimasto a vivere il figlio. «Mio papà era sempre rimasto legato alla terra dove aveva vissuto da giovane», aveva raccontato Gaetano alla Nuova Ferrara.
Profondo il cordoglio nella piccola comunità di Ruina, dove il 79enne era conosciuto e dove destò molta tristezza la notizia del suo coinvolgimento nell’incidente del 16 dicembre, quando lo stesso pensionato si immise per errore dalla laterale via Cà Pompa sulla principale via Risorgimento, a Zocca, proprio mentre stava arrivando la vettura guidata da una donna di 36 anni. Tremendo l’impatto e da subito le condizioni di Mecenero sono apparse gravissime, tanto da far intervenire l’elisoccorso per l’immediato trasporto all’ospedale Maggiore di Bologna. Da qui il trasferimento in altre tre strutture ospedaliere, fino ad arrivare a Cotignola, dove è morto lunedì scorso. E senza che in tutto questo tempo i familiari a causa dell’emergenza sanitaria potessero dargli almeno un ultimo saluto, come ci ha detto con profonda tristezza il figlio Gaetano. —
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