Nutrie, oche e piccioni distruggono i campi Coldiretti allarmata
ARGENTA. Nutrie, piccioni, gazze, storni, corvidi, volpi, fagiani, lepri, cormorani e da ultimo anche le oche selvatiche: la lista degli animali che proliferano e recano danno prima di tutto all’ambiente ed al territorio, comprese altre specie selvatiche, si allunga. A dirlo è Coldiretti che chiede a gran voce alla Regione di mettere mano alle norme in materia di fauna selvatica e risarcimenti alle imprese agricole.
grosso problema
A partire dalla questione legata alla presenza «di migliaia di capi di oche selvatiche nel territorio a cavallo tra i comuni di Portomaggiore ed Argenta, che stanno causando danni rilevanti a tutte le colture, facendo tabula rasa dei cereali e nutrendosi in seguito di ogni altra coltura praticata dalle aziende di quel territorio».
Le stime dei danni si aggirano dal 30 al 60%, «ed a nulla contano – scrive Coldiretti – i metodi di prevenzione, come palloni e cannoncini, che dopo poche ora vengono bellamente ignorati. Nello specifico bisogna pensare ad un piano di controllo numerico o comunque a stanziare le risorse necessarie a dare pieni indennizzi ai produttori che si accollano controvoglia il mantenimento di migliaia di oche, salvaguardane il reddito».
la situazione
Peraltro la coesistenza con le specie selvatiche «è sempre più problematica e sono evidenti i limiti della gestione faunistica in presenza di squilibri ambientali, ed a farne le spese non solo gli agricoltori - vanno avanti dall’associazione -. Piccioni e nutrie provocano danni sia alle coltivazioni agricole che alle infrastrutture idrauliche e viarie, che agli edifici ed ai cittadini e contenere queste popolazioni è premessa per salvaguardare l’intero territorio». «Una situazione – rimarca Coldiretti – ormai fuori controllo, che necessita di un confronto costruttivo ma urgente con la Regione e gli enti deputati alla gestione faunistica per evitare il depauperamento della biodiversità e danni ripetuti e non pienamente indennizzati alle produzioni, oltre che, per quanto riguarda le nutrie ed altre specie fossorie, danni irreparabili a canalizzazioni, strade e manufatti con conseguenti rischi idraulici». —
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