«Si sfrutta l’acqua a 15° Serve spazio adeguato»
Emanuele Stevanin ha seguito diversi progetti recenti di pozzi geotermici in centro e può quindi inquadrare il tema.
Che caratteristiche devono avere gli impianti?
«Ci sono diverse metodiche per sfruttare l’acqua di falda a 15°. Con gli impianti closed loop si posano sonde a profondità di 100-150 metri e viene fatto circolare un liquido che, tramite le sonde, scambia temperatura con il terreno: d’inverno preleva calore e quindi il terreno si raffredda, viceversa d’estate. Hanno una resa molto più elevata gli impianti open loop, costituiti da due pozzi artesiani, uno di presa e un altro di remissione in falda, la cui profondità dipende dalla stratigrafia. A Ferrara si va da 40/50 a 90/100 metri. Si preleva acqua a 15°, la s’invia ad uno scambiatore superficiale e poi la si rimanda in profondità, nell’altro pozzo».
L’acqua a 15° d’inverno non basta.
«Per mezzo di una pompa geotermica viene innalzata la temperatura del liquido scambiato a quella di utilizzo, circa 33/36°».
Questi impianti si adattano ad ogni abitazione?
«Sì, fatta salva l’esigenza di avere uno spazio adeguato. Le sonde vanno messe a distanza di 5/7 metri, la distanza tra i pozzi è certamente superiore». —
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