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Tassa sulle concessioni La Regione vuole 370mila euro dal Comune

Tassa sulle concessioni La Regione vuole 370mila euro dal Comune

Il sindaco dice no: «Mai istituito aziende venatorie» «La vicenda era ben nota ma nessuno ha fatto niente»

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Comacchio. La Regione Emilia Romagna ha notificato l’avviso di accertamento al Comune di Comacchio con cui ha richiesto, ancora una volta, il pagamento della tassa sulle concessioni regionali con retroattività di cinque anni (periodo 2016/2020) dovute all’istituzione dell’azienda faunistico venatoria nelle valli di Comacchio. Per un totale di 372.224,81.

la reazione

«Un bel regalo di Natale - ha commentato il sindaco di Comacchio Pierluigi Negri -, considerato che l’avviso è arrivato il 22 dicembre scorso. Peccato che il Comune di Comacchio non ha mai istituito e mai si è avvalso di aziende faunistico venatorie, dato che la nostra è un’azienda valliva particolare di caccia sin dal 1996». Una situazione surreale secondo il sindaco che rende l’accertamento presentato dall’amministrazione regionale «completamente infondato sia in fatto che in diritto. Peraltro, anche i dati utilizzati nell’atto accertativo per il conteggio dell’importo dovuto risultano errati. Il calcolo è stato effettuato comprendendo oasi escluse dall’attività di caccia come Valle Vacca, di una superficie di circa 864 ettari.

la contestazione

«Contestualmente sono stati irrogati provvedimenti sanzionatori pari alla cifra del presunto importo dovuto e interessi moratori per un totale, come sopra citato, superiore a 370 mila euro», fa presente Negri. «Tutto questo, facendo riferimento al D. Lgs. 230/91, il quale prevede il pagamento di questo tributo in caso di “concessione di costituzione di azienda faunistica venatoria”. Il paradosso si concentra proprio qui: il Comune di Comacchio non ha mai istituito aziende faunistico venatorie».

l’affondo

Il Comune ha proceduto ad inoltrare un’istanza di annullamento in autotutela «riservandoci, nei termini di legge, di procedere giudizialmente». In ogni caso «non si tratta di un fulmine a ciel sereno: la vicenda era già ben nota da tempo alla precedente amministrazione. Abbiamo quindi ragione di ritenere che chi ora siede in Regione avrebbe avuto tempo e modo di prendere a mano la questione. Auspichiamo comunque che si possa cooperare unitamente negli interessi della comunità per trovare una soluzione». —

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