Ortofrutta da rilanciare Confagricoltura punta sulla salute alimentare
Il 2021 è stato proclamato l’anno internazionale della frutta e della verdura alla 74a sessione dell’Assemblea generale della Fao, che ha presentato un ambizioso progetto di sensibilizzazione che mette in evidenza il ruolo svolto da frutta e verdura per la nutrizione umana, la sicurezza alimentare e la salute.
Confagricoltura Ferrara propone: «Cogliamo questa come una opportunità per un rilancio del nostro comparto ortofrutticolo. Frutta e verdura sono buone fonti di fibre alimentari, vitamine, minerali e composti fitochimici a cui si attribuiscono effetti salutari, e stanno alla base di una dieta sana in grado di rafforzare il nostro sistema immunitario; è appropriato ricordarlo proprio in questo momento di crisi sanitaria che tutto il mondo sta attraversando. La Fao e l’Organizzazione Mondiale della Sanità – scrive ancora Confagricoltura – raccomandano il consumo di almeno 400 grammi di frutta e verdura su base giornaliera per aiutare a prevenire malattie croniche, come cancro, diabete, malattie cardiache e obesità, nonché per contrastare le carenze di micronutrienti. Recovery found e Next Generation EU rappresentano una opportunità irripetibile per rafforzare il sistema agricolo del Paese e, conseguentemente, quello del comparto ortofrutticolo, settore imprescindibile per l’economia del nostro territorio – prosegue Confagricoltura Ferrara – per questo motivo è importante che le risorse vengano impiegate per favorire la riconversione varietale, investimenti in tecniche innovative e sostenibili (come l’agricoltura di precisione e quella conservativa), e nell’adattamento al cambiamento climatico ed alla prevenzione dei danni da avversità».
«A questo proposito – continua Confagricoltura – non si può prescindere dalle Nbt (nuove tecniche di miglioramento genetico), tecniche in grado di sviluppare nuove varietà di piante resistenti ai cambiamenti climatici ed ai parassiti, semplicemente accelerando il processo di evoluzione genica che avviene in natura, senza introduzione di geni esterni, come avviene per gli Ogm. Sebbene il mondo accademico e gli addetti del settore sostengano che le Nbt rappresentano un’opportunità enorme per l’agricoltura ed il made in Italy, e nonostante il recente premio Nobel per la chimica assegnato a due ricercatrici proprio per i risultati dei loro studi sul genoma editing, oggi queste tecniche non possono essere utilizzate, e ciò a causa dell’ostracismo verso le biotecnologie portato avanti con argomentazioni prive di fondamento e funzionali agli interessi di precise lobby ed associazioni. Per questo urge un cambio di marcia – conclude Confagricoltura Ferrara – anche per ridurre la dipendenza dagli approvvigionamenti alimentari dall’estero, tra l’altro rappresentati in buona parte da prodotti realizzati con tali biotecnologie e prodotti Ogm sui quali, tra l’altro, non si dovrebbe più nutrire alcuna ritrosia».
A. T.
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