In Zls petrolchimico e polo delle conserve Quattro aree escluse
Con Sipro salgono a tre le zone con agevolazioni fiscali La Provincia: confronto tecnico per allargare ancora
Entrano altre due aree ferraresi nello schema regionale di Zone logistiche semplificate, e il passo in avanti viene registrato positivamente, anche perché tra queste è presente l’area del petrolchimico e quindi il capoluogo. Restano però escluse altre quattro zone proposte dal territorio e quindi il confronto con la Regione resta aperto, a questo punto però in sede tecnica e non politica.
passo avanti
Il risultato dell’incontro il teleconferenza di venerdì scorso tra gli enti locali emiliano-romagnoli e i rappresentanti regionali è il bicchiere pieno a metà. Rispetto alla proposta tecnica di partenza, che inseriva solo la Siprpo di San Giovanni di Ostellato tra le aree industriali in connessione funzionale con il porto di Ravenna e come tale meritevole di rilevanti agevolazioni per le imprese insediate, sono stati inseriti appunto il petrolchimico e la zona industriale di Pomposa, imperniata su Conserve Italia. «Si tratta di un evidente passo avanti rispetto alle richieste emerse dal territorio - sottolinea Nicola Minarelli, presidente della Provincia - Le tre aree industriali che diventano Zls hanno un peso rilevante. Resta da capire se ci potrà essere un ulteriore allargamento, accogliendo altre nostre proposte, e su questo proseguirà in sede tecnica il confronto». Ad essere escluse, al momento, sono lo scalo ferroviario di Bondeno, l’area industriale di Argenta e quella di Porto Garibaldi imperniata sul portocanale; a loro si è aggiunta come integrazione al documento della Provincia, l’area artigianale di Mesola.
come si procede
L’assessore Andrea Corsini, che ha presieduto la riunione dell’altro giorno, non chiude ad ulteriori integrazioni. «È stato chiarito, però, che conteranno solo il rispetto delle condizioni tecniche e non valutazioni politiche» tiene a precisare lo stesso Minarelli. Si deve dimostrare, in sostanza, che le realtà economiche in questione hanno connessioni non solo infrastrutturali, ma anche funzionali, con l’hub logistico territoriale che è appunto il porto di Ravenna. —
S.C.
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