Chiarioni in anticipo su Draghi «Così governai con Pd e Lega»
L’ex sindaco di Occhiobello artefice del laboratorio con l’alleanza trasversale «Al primo posto l’interesse dei cittadini, poi quello dei partiti. Bene la nuova fase»
Gian Pietro Zerbini
Pd e Lega si preparano ad entrare insieme, se non proprio a braccetto, nel governo della nazione. Ma il “multipartito” che sta costruendo Mario Draghi, non è nuovo a dire il vero nella politica locale e a due passi da Ferrara c’è stato in tempi recenti un laboratorio dove Pd e Lega hanno governato insieme. A pochi chilometri dal Castello, appena al di là del Po, a Occhiobello, per otto anni e una legislatura e mezza, esponenti del Pd e del centrosinistra hanno governato insieme a leghisti e al centrodestra.
Artefice e antesignano del “mappazzone” che oggi fa storcere il naso a molti politici in prospettiva nazionale è stato l’ex sindaco di Occhiobello, Daniele Chiarioni, del Pd.
Sorride quando gli si chiede se Draghi si sia ispirato all’esperienza di Occhiobello, e replica manifestando compiacimento sulla scelta che il presidente del Consiglio incaricato sta adottando per formare il nuovo governo.
«C’è bisogno di pacificazione - spiega Chiarioni - sono stanco di vedere continui litigi tra esponenti politici che si rinfacciano difetti e insultano la politica dell’avversario. È bene che al momento ci sia qualcuno sopra la parti che richiami all’unità di intenti in questo periodo emergenziale di grave crisi, poi sono sicuro la politica riprenderà i suoi spazi».
Chiarioni ricorda come nacque quel novello compromesso storico.
«Era l’anno 2011 è ho chiamato in giunta Davide Valentini - afferma l’ex sindaco Chiarioni - proveniente dall’area leghista, perché ho visto in lui le capacità di governo, prendendolo come esterno perché non era consigliere comunale. I problemi da risolvere nel territorio locale sono senza dubbio più semplici di quelli nazionali, ma occorre però fare gli interessi dei cittadini, si parte dal presupposto che asfaltare una strada non è un atto né di destra nè di sinistra, ma è un dovere verso la comunità. Un anno dopo l’ingresso in giunta, Valentini entrò ufficialmente nella Lega e venne l’allora segretario federale del Veneto Tosi a consegnarli la tessera. Alle elezioni amministrative del 2014 mi ricandidai a sindaco con una lista civica nella quale oltre a me e a tanti esponenti del centrosinistra e del Pd c’erano anche tra gli altri proprio il leghista Valentini e Irene Bononi di Forza Italia e furono loro ad entrare in giunta. Devo dire che abbiamo fatto un altro lungo tratto insieme e sono contento della coesione che si è creata pur nelle diversità di appartenenza politica. Abbiamo sempre cercato di anteporre alle nostre ideologie, l’interesse e l’attenzione dei cittadini che per un amministratore deve sempre essere primario».
Nelle elezioni del 2019 Valentini, erede designato di Chiarioni che non poteva essere più rieletto per somma di mandati, ha perso poi per pochi voti, ma anche l’attuale sindaco Coizzi non è rimasta legata agli schieramenti. Nella sua lista civica prima e nella sua squadra poi ha anche lei assessori e consiglieri trasversali dal punto di vista politico.
«Pd e Lega possono coesistere insieme e fare bene - dichiara Chiarioni - a patto che si lavori per l’interesse della gente e non per calcolo politico. Per questo mi auguro che Draghi possa fare un governo che in questa fase accantoni le liti e lavori con gente intenzionata a remare nella stessa direzione per uscire al più presto da questa emergenza gravissima». —
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