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Credem, con Caricento più utili e risparmi sui costi

Stefano Ciervo
Credem, con Caricento più utili e risparmi sui costi

Il gruppo reggiano: la fusione porterà risparmi per 13 milioni e ricavi addizionali I vantaggi per i centesi? «Servizi specialistici per la crescita del territorio»

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Il processo d’integrazione di Caricento nel gruppo Credem inizia quest’anno e si concluderà nel 2023, portando in dote al colosso reggiano un sostanzioso contributo all’utile e una risparmio sui costi stimato in 13 milioni di euro. Quest’ultimo riferimento ha fatto alzare le antenne ai sindacati che promettono di tenere l’operazione sotto la lente d’ingrandimento. Intanto i conti 2020 del gruppo Credem mettono in evidenza una disponibilità a sostenere l’economia territoriale, la crescita della solidità patrimoniale e un’attenzione alle varie declinazioni di sostenibilità.

le ricadute

Un capitolo del report sui risultati preliminari del gruppo, diffusi ieri sera, è dedicato al processo di fusione per incorporazione della cassa centese, la cui negoziazione è iniziata a fine aprile 2020 e che ha visto un primo punto di caduta il 23 ottobre scorso, con la sottoscrizione di un accordo quadro con la Fondazione Carife. «La fusione consentirà ai due gruppi di beneficiare d’importanti sinergia - sostiene il report della banca incorporante - permettendo al gruppo Credem di accelerare il proprio sviluppo grazie a significative quote di mercato della Cassa nella provincia di Ferrara, e alla sua presenza nelle province di Bologna, Modena e Ravenna». I reggiani sottolineano che con la fusione Caricento «potrà beneficiare dell’ampia e competitiva gamma di servizi specialistici proposti dal gruppo, a supporto della crescita del territorio». I benefici saranno tangibili sul gruppo Credem: «a regime, nel 2023», quindi presumibilmente quando si pensa di poter consolidare i risultati, «si stima un contributo della Cassa di Risparmio di Cento all’utile netto del nuovo gruppo superiore a 15 milioni, grazie a ricavi addizionali per circa 9 milioni e a risparmi sui costi per circa 13 milioni».

le reazioni

L’accordo per essere operativo dev’essere approvato dai consigli di amministrazione e dalle assemblee, e poi dalle Autorità di vigilanza e dall’Authority garante per la concorrenza. Non ci sono stati perciò approcci anche a livello sindacale: «È chiaro - anticipa Fulvio Furlan, segretario generale Uilca - che siamo disponibili al confronto con l’azienda: il riferimento al taglio dei costi va approfondito, per noi è importante che sia funzionale allo sviluppo e consenta di difendere i livelli occupazionali, anche con assunzioni di giovani». Di recente la presidente della Fondazione, Raffaella Cavicchi, aveva stigmatizzato «notizie prive di fondamento, che contribuiscono purtroppo a ingenerare anche involontariamente allarmismo tra le centinaia di persone coinvolte», con riferimento alle dichiarazioni di Marco Mattarelli (piccoli azionisti) su decine di posti di lavoro a rischio.

il pillole

Quanto ai dati 2020 di Credem, l’utile netto consolidato è di 201,6 milioni (+01,%) a fronte di svalutazioni crediti di 51,9 milioni, +1 miliardo sui requisiti patrimoniali, +9,8% di prestiti a clientela, 1,8 miliardi di mutui casa e 225 assunzioni. —

Stefano Ciervo

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