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LE CURIOSITà 

Fdi vuole un nome e c’è il caso Goro I dilemmi di Psi e civiche centesi

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FERRARA. Il voto amministrativo nei cinque Comuni della nostra provincia presenta diversi aspetti interessanti da analizzare.

Indubbiamente, la maggiore curiosità è capire il gioco interno al centrodestra, con la Lega primo partito provinciale (certificato dalle ultime cadute di roccaforti rosse quali Ferrara e Copparo e dal risultato incredibile alle Regionali), ma con Fratelli d’Italia in grande crescita e sempre più radicato nel territorio con la nascita di nuove circoli e una vivacità che fa invidia agli alleati verdi. A tutto questo va poi aggiunta la volontà della stessa Lega di presentare candidati sindaci del proprio partito in tutti i Comuni dove si va a votare. E FdI? Beh, chiaro che pur a fronte di un maggior numero di voti, difficilmente gli esponenti ferraresi del partito della Meloni se ne staranno buoni accettando tutte le proposte dell’alleato più forte. Ed ecco allora l’ipotesi di accordo che starebbe trapelando all’interno della coalizione di centrodestra: intesa su Toselli (a esclusione degli elettori di destra che appoggeranno Mattarelli), alla Lega il candidato di Vigarano Mainarda (segretario provinciale del partito) e di Codigoro, a FdI il candidato di Portomaggiore, mentre a Goro come sempre ci sarà un panorama differente. Anche in tal senso a Codigoro sarebbe riapparso il nome di Gabbari, militante da anni dei partiti di destra (da Msi a FdI passando per An), di sicuro presente alle prossime elezioni, ma difficilmente come capolista. E Fratelli d’Italia si andrebbe poi a giocare la carta Badolato a Portomaggiore, contando anche con una certa difficoltà della Lega nel trovare iscritti da candidare.

IL CASO CIVICHE

A Cento c’è il nodo civiche, ossia quelle liste che cinque anni fa appoggiarono Toselli anche perché l’ex primo cittadino di Sant’Agostino non era legato ad alcun partito. E ora che Toselli si ripresenta appoggiato in blocco dalla coalizione di centrodestra cosa faranno i membri di queste civiche? I primi segnali di rottura si sono già potuti vedere in questi ultimi mesi di amministrazione e non mancano voci secondo cui queste civiche alla fine potrebbero appoggiare il candidato del centrosinistra. Una situazione che al momento non dovrebbe comunque inficiare in modo pesante la corsa di Toselli ma le eventuali candidature di Contri e/o Mattarelli andrebbero a togliere ulteriori voti con il rischio di un ballottaggio che potrebbe riservare sorprese, come ha scoperto sulla propria pelle Contri nel 2016.

PSI PRESENTE

Sono lontani i tempi del pentapartito, ma il Partito socialista nella nostra provincia ha ancora un territorio dove ha sempre raccolto un buon numero di voti, Codigoro. Durante l’ultima legislatura c’è stata la spaccatura tra Finotti e Zanardi, con il Psi che contemporaneamente ruppe l’alleanza con il Pd anche a Ferrara. Quando nel 2019 si votò nel capoluogo di provincia lo strappo fu ricucito e la segreteria provinciale del Psi vorrebbe fare altrettanto a Codigoro. Ma resta da convincere Finotti, il quale non ha escluso di potersi candidare per conto proprio. Chiaro che in tempi di Lega così forte (e FdI a ruota) la priorità adesso nel centrosinistra è non cedere municipi.

PD VIGARANO

A proposito di strappi, quanto avvenuto alcuni mesi fa a Vigarano Mainarda è sembrato il segnale di un logorio partito indubbiamente da lontano. Il Pd ora sa di dover risalire la china, impresa non semplice di questi tempi. Ed ecco che l’idea di fare le primarie sarebbe anche un modo per riavvicinare un elettorato indubbiamente stanco. Chiaro, i segni lasciati dalla caduta dell’amministrazione e conseguente commissariamento non saranno semplici da cancellare in così poco tempo. Ma il lavoro in tal senso sarebbe già partito.

NODO FDI A GORO

Caso emblematico è Goro, dove il centrodestra anche stavolta difficilmente si presenterà unito. Nodo del voto resta FdI, che alle amministrative di cinque anni fa appoggiò il sindaco uscente Viviani e così la Lega nonostante fosse il partito più forte risultò sconfitta. Ora il divario a favore dei salviniani è cresciuto ulteriormente, ma a Goro oltre ad avere un peso determinante il candidato (e Bugnoli appare largamente favorita) incide il futuro della Sacca (e delle tante cooperative che vi lavorano), strettamente legato alla Regione, guidata dal centrosinistra. —

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